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… ED ERA COLMA DI FELICITA’

Immagine (41)… Ed era colma di felicità. E’ il titolo di un romanzo di Paola Liotta,un titolo mutuato da una frase che chiude il romanzo “ L’Ussaro sul tetto “  , dello scrittore Jean Giono,pubblicato nel 2013,da Armando Siciliano Editore.
Il personaggio principale di questo romanzo è una giovane donna sotto alcuni aspetti  romantica,di nome Rosalba Guerrera,una ricercatrice del Dipartimento di Lingua e Letteratura francese,di una Università del Sud del Bel Paese,Catania,che attraverso il suo lavoro prende gradualmente coscienza delle difficoltà che si stabiliscono e prevalgono nell’ambiente universitario,dove i rapporti tra Docenti non sono paritari, né autorevoli,ma di potere,di conseguenza Rosalba è costretta a viverle quotidianamente sulla propria pelle.
Ma Rosalba è una donna sensibilissima,che dietro l’apparente ingenuità,ha infinite qualità intuitive,e tanta forza di volontà,per cui resiste alle difficoltà che incontra.  Ama tutto ciò che è classico,spaziando dalla letteratura latina,a quella italiana,così anche per la musica.  E’ una studiosa e una ricercatrice molto impegnata culturalmente,che anche nell’altro versante,quello del sentimento e dell’amore,su cui è maggiormente centrato il romanzo,ricerca il dialogo e l’amore,provando sempre a stabilire un rapporto sentimentale con Ruggero,un giovane apparentemente sicuro di sé,che lei,ama molto,ma Ruggero Santangelo,questo il nome del suo amore,nei continui incontri che ha con lei,non riesce mai a corrispondergli i sentimenti d’amicizia e d’amore,che sente per lui.
Infatti,Ruggero è un giovane troppo pieno di sé,che gioca egoicamente con i sentimenti degli altri,in particolare con quelli di Rosalba,ha infatti diverse relazioni occasionali,che lo rendono insoddisfatto che lo lasciano vagare attorno al proprio ruolo di persona non ancora matura sentimentalmente.
Si potrebbe dire,che Rosalba, nel rapporto con Ruggero,attraverso un’operazione di sdoppiamento di sé,assume dei doppi di sé,che nel rapporto con Ruggero,chiama la Due e Cherie,che divengono una sua costante interfaccia, che nonostante la delusione sentimentale,che prova nei suoi confronti,riesce a neutralizzare in qualche modo l’ego di Ruggero,interpretando e traendo da questa sua  esperienza sentimentale, una  “ educazione sentimentale “ , che contribuisce a farla crescere,aggiungendo alla sua soggettività,altra dimensione soggettiva,anche perché pensa che la diversità dell’altro,al di là di come può andare un rapporto,ha sempre un aspetto che arricchisce entrambi, e che nel suo caso la fa tendere verso una soggettività obiettiva di sé,da cui viene fuori una maggiore disponibilità verso l’altro,e non  quella conseguente e stereotipata chiusura,che meccanicamente viene sentita e interiorizzata da chi viene delusa nei sentimenti e in amore.
Nel romanzo di Paola Liotta,a Rosalba succede che Dario Setti,un giovane Docente della sua stessa Università,un ricercatore,che da tempo ha delle attenzioni per lei, conoscendo il suo interesse e la passione per la letteratura francese,in particolare per quella contemporanea,gli da la possibilità di contattare due Professori dell’Università della Sorbona,importanti studiosi di Stendhal e Giono,autori di cui Rosalba ha scritto diversi articoli molto critici.
Professori,che in un Convegno a Parigi,a cui Rosalba partecipa,si complimentano con lei, per lo spessore e la qualità singolare dei suoi articoli.
Il romanzo si chiude,se così si può dire,con Rosalba,che dopo l’esportazione di un neo sospetto,intervento fatto in una clinica di Roma,si incontra con i familiari,ma soprattutto con Dario,da cui viene attratto oltre che dalla vitale sensibilità,dalla dimensione di un sentire che diviene reciproco,che non era riuscita a stabilire e a vivere prima di allora.
La scrittura di Paola Liotta,oltre ad essere una scrittura che si presta all’autoterapia,si potrebbe dire,che è  venosa,per dirla con Elio Vittorini, ma oltre ai significati che sembrano statici, si apre sotto certi aspetti ai significanti,che sono costituiti dai doppi di Rosalba,a una forma di arteriosità sentimentale e civile,che depone bene e fa pensare ad altre opere,ad altri suoi romanzi a venire.
Roberto Bellassai

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