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ECCO PERCHE’ ALFANO DOVREBBE DIMETTERSI

alfanoEcco perché il ministro Alfano dovrebbe dimettersi, due modi diversi di interpretare l’ordine pubblico.

Da un lato una presunta inerzia per i Black-Bloc  a Milano e dall’altro pugno di ferro e manganellate per i manifestanti di Bologna.

Qualcosa non torna!

 

 

“Ci sono stati dei momenti in cui tutti noi sapevamo che si potevano prendere, fermare. Ma il funzionario ha detto no. Era un ordine e noi agli ordini dobbiamo obbedire. Ci sono alcuni funzionari che i gradi sembrano averli vinti con i punti delle merendine”. Così un agente di polizia, in servizio a Milano il primo maggio, in un’intervista a Qn, sulle devastazioni avvenute nel giorno del’inaugurazione dell’Expo.

“A un certo punto li avevamo chiusi in una piazza. In quel momento i black bloc si potevano bloccare, se ne potevano fermare parecchi. Bastava spostare un pò di uomini e si potevano chiudere del tutto. È vero che avremmo sguarnito il presidio verso la Scala, ma si poteva ridislocare solo una parte degli agenti”, racconta l’uomo, osservando che “già dalla vigilia si sapeva che l’orientamento era di evitare il contatto a tutti i costi”.

“Fa rabbia vedere la gente che piange perché ha il negozio distrutto. La gente che ti chiede perché non li hai fermati”, commenta l’agente. “Veniamo addestrati per fare queste cose, ma se poi non le dobbiamo fare perché ci addestriamo?”.

Tonelli(Sap): “Potevamo arrestarne 100”. E per il capo del sindacato autonomo di Polizia, Gianni Tonelli, agli agenti sarebbe stato anche impedito di arrestare un folto gruppo di devastatori. “Ho parlato con i colleghi in prima linea e con altri rimasti feriti e mi hanno detto che , nonostante si siano trovati in condizione eccellente per potere arrestare un numero cospicuo di persone, un centinaio, è stato loro impedito”, ha dichiarato Tonelli a Il Giornale. “Noi volevamo arrestarli, ma secondo la Realpolitik del governo tutto ciò avrebbe significato esporsi al rischio di sclerotizzare le tensioni per sei mesi. Questo è un modo di affrontare la situazione da pagliacci: non si tratta di repressione ma di applicazione della legge”.

 

A Bologna un centinaio di manifestanti appartenenti al collettivo studentesco Hobo e al centro sociale Tpo sono stati caricati dalla polizia di fronte alla Montagnola. All’interno del parco il premier Matteo Renzi stava chiudendo con il suo discorso la settantesima Festa de l’Unità. Una kermesse blindata dopo che nei giorni scorsi contestazioni avevano riguardato i ministri Stefania Giannini prima e Giuliano Poletti poi. In occasione della chiusura dell’evento erano infatti annunciati due cortei intorno al parco blindato con centinaia di agenti in tenuta antisommossa. Una manifestazione era quella dei maestri precari e degli studenti contro la riforma della scuola. Un’altra vicina, organizzata dai collettivi: questa, dopo qualche scaramuccia, è stata caricata dalla polizia. Ci sono almeno tre feriti, l’ambulanza ha portato via almeno due persone, tra cui una signora di mezza età ferita a un braccio (che sarebbe però una passante). Tre attivisti sono stati fermati e denunciati durante la carica e rilasciati poco dopo   


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