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E’ SEMPRE IL SOLITO POLPETTONE

La vicenda dei distacchi per morosità da parte di SAI8 è emblematica della disarmante “scunciuritaggine” in cui ci si trova a livello locale, regionale e, se vogliamo, anche nazionale. Il famoso referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 ha espresso chiaramente, al di là dei limiti del mezzo, la volontà popolare. E lo ha fatto non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale (e provinciale se vogliamo).

Facendo dei rapidi conti ci si accorge che la maggioranza “bulgara” che votò per l’abrogazione, corrisponde comunque a più del 50% degli aventi diritto al voto. Quindi, al di là dei tecnicismi, al di là del fatto che l’abrogazione di una legge lascia a volte un quadro legislativo con dei “vuoti” che devono essere ridefiniti, è innegabile la volontà espressa dalla maggioranza degli italiani e, cosa non trascurabile, dai siciliani, dagli abitanti della provincia di Siracusa e, soprattutto, dai netini: l’acqua deve essere a gestione pubblica.

Certo, fa rabbia pensare che l’acqua di per sé pubblica, distribuita mediante impianti comunali (quindi di nostra proprietà), debba esser trattata da un soggetto terzo, dedito per sua natura al lucro (è questa la definizione di “privato) come un bene qualunque e, come se non bastasse, in regime di assoluto monopolio.

Immaginiamo quanto sia dirompente se finalmente applicata la volontà espressa col referendum, ad esempio nel Lazio (Roma compresa) con l’ACEA SpA o in Emilia, Toscana e Marche con il Gruppo HERA. Parliamo di vere e proprie multinazionali, e con loro tante SpA private che imperversano per tutta l’Italia, che in virtù di un “vile” referendum dovrebbero mollare la loro gallina dalle uova d’oro da un giorno all’altro. Interessi enormi, annichiliti solo per l’applicazione di un principio. Cose dell’altro mondo, almeno fino a ieri, domani chissà.

Non è un dettaglio: l’acqua che rivendichiamo tutti come bene pubblico irrinunciabile, enunciando i più alti principi morali e di giustizia sociale – democrazia, solidarietà, diritti inalienabili, ecc. – è solo quella dei rubinetti, non quella di fogna, nè quella trattata dai depuratori. Questi ultimi tipi di acqua non sono “eleganti”, puzzano persino, eppure nella famigerata bolletta pesano tanto quanto la nobile acqua del rubinetto.

Sarebbe allora il caso di chiarirci meglio quale dev’essere l’obiettivo comune. Togliere tutta l’acqua dalle grinfie dei privati o solo quella “pura” da bere. Siccome siamo tutti un po’ ipocriti, anche senza volerlo, facciamo la battaglia per l’acqua del rubinetto, pur avendo come obiettivi primari la giusta riduzione di tutta la bolletta e una (meno giusta) più marcata tolleranza verso le nostre mancanze al momento dei pagamenti.

A riguardo sarebbe interessante, anche se penso impossibile, sapere quanti degli attuali “super-morosi” si astenevano più o meno sistematicamente dai pagamenti anche durante la conveniente gestione comunale.

Dalle nostre parti, la gallina non fa ancora le uova d’oro ma era stata concepita per farle, prima o poi.

E’ che dalle nostre parti, sembra un’ovvietà, siamo, nel bene e nel male, siciliani. Per cui principi nobili o meno nobili, in estrema sintesi, la bolletta è troppo salata e si deve trovare al più presto la soluzione alternativa.

A complicare le cose casca a fagiuolo il fatto che gli utenti, quando adulti, sono anche elettori.

E non c’è peggio di un elettore che deve difendere il suo interesse economico. Non vede ragioni, non accetta scuse, il suo candidato deve dimostrare di volere risolvere il problema.

E così, sempre dalle nostre parti, abbiamo assistito, in occasione di queste ultime regionali, a fantastici cambiamenti di rotta.

Chi fino a ieri era spudoratamente a favore della SAI8, si è ridicolizzato argomentando ai suoi fedeli elettori, la sua totale estraneità dalla scellerata scelta.

Gli altri … sono stati “gli altri”; si è persino riesumato come capro espiatorio il sindaco più “light” (leggi “scunciurutu) che abbia mai calcato le scale di Palazzo Ducezio.

I nostri politici locali, anche loro tutti a rincorrersi, per chi è oggi più avverso all’odiata SAI8.

Consigli comunali aperti, decisioni formali, dichiarazioni di fuoco, ultimatum, niente si lesina per non apparire indignato e sconcertato quanto basta di fronte ai netini utenti/elettori. C’è anche chi cavalca la tigre, promuovendo collettive azioni legali a suon di soldi (una tantum) contro gli odiati distacchi, soldi che magari potevano invece garantire l’immediata soluzione del problema, ma il principio è principio, si sa, mica siamo qui a pettinare le bambole ..

Solo il Sindaco, mantiene con ammirevole pervicacia una impopolare coerenza nella sua posizione di “approccio morbido” con SAI8.

Ce li abbiamo (sarebbe meglio dire “ce li siamo ripresi”), che ci volete fare, è la legge. Siamo per la legalità, noi. Non ci possiamo avventurare in iniziative che “possono esporci a chissà quali penali”.

Però, c**zo, sarebbe meglio se non ci fossero quei sindaci che stanno resistendo e che sempre la stanno spuntando, nonostante l’accanimento mostrato dal governo Lombardo (quello dei 3 SI, ricordate?) coi suoi si-cari-commissari …

Evidentemente il nostro primo cittadino non è attento e sensibile agli umori della gente, alle istanze della sua cittadinanza – come si dice in questi casi – che lo vorrebbe sicuramente più deciso e più “cattivo” nei confronti dei “distaccatori”.

Va imperterrito per la sua strada. Esprimendo le sue opinioni nel modo peggiore e nel momento sbagliato. Forse questa è la riprova, se ce ne fosse ancora bisogno, che non è il solito politico navigato.

Ma il fatto di conoscere le sue opinioni in materia, di per sé non è una cosa che, almeno in questo caso, possa farcelo apprezzare particolarmente e a prescindere.


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One Response to E’ SEMPRE IL SOLITO POLPETTONE

  1. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    16 novembre 2012 at 09:29

    L’acqua deve tornare alla gestione pubblica,nonostante il Sindaco non scenda le scale del Palazzo!

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