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E IO CHE NON VOLEVO CREDERCI …..

BRUNOMARZIANOE io che non volevo crederci. Io non volevo credere che dietro il renziano Garozzo ci fosse l’innovatore Foti. E quindi mi sono battuto, senza se e senza ma, assieme a tutti i miei compagni ed amici per l’elezione del sindaco del Pd e la vittoria della coalizione di centrosinistra.

Poi però appena un giorno dopo le elezioni spunta la foto con il vecchio Gino con la motivazione ironica “così non c’è bisogno di fotomontaggi”. Ironia e humour inglese ho pensato, per rispondere alle insinuazioni maliziose di un giornale locale.

Poi la nomina di Cafeo, notoriamente legato al vecchio Gino, a capo di gabinetto dell’amministrazione nonostante l’impegno a non assumere consulenti esterni. Un forte rapporto amicale, ho pensato, non una scelta di area interna al Pd. E poi Cafeo conosce bene la macchina amministrativa per essere stato per tanti anni consigliere provinciale e recentemente nell’ufficio di gabinetto dell’Assessore Armao nel governo regionale del presidente Raffaele Lombardo.

E invece qualche giorno fa l’incontro all’Asp di Siracusa con questa strana formazione: Garozzo, Cafeo e Foti. Incontro che Garozzo ha negato ma che invece c’è stato con certezza. Non certo per parlare dei problemi della sanità a Siracusa altrimenti che ci stava a fare Foti in quella delegazione.

Infine il capolavoro dell’elezione di Sullo e Impallomeni a presidente e vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa.

Una elezione di stampo moderato e centrista e frutto di un rapporto organico con le forze ufficiali del centrodestra e che ha spaccato il Pd e spappolato la coalizione di centrosinistra. Se, come sostiene l’onorevole Gianni, questo impegno era stato assunto nei confronti del rappresentante del Centro democratico allora andava ufficialmente comunicato, rispettato e sostenuto dall’intera coalizione. Ma siccome questo impegno è stato ripetutamente negato dallo stesso sindaco allora non si tratta del rispetto di un impegno elettorale che andava mantenuto ma della formazione di una maggioranza alternativa che, ripeto, ha spaccato il Pd (con un forte legame anche alle vicende congressuali del partito) e frantumato la coalizione che ha vinto le elezioni. E a poco vale dire che è solo una parte del Pd e della colazione (Il Megafono) che ne esce mortificato. Appare pertanto risibile la difesa di ufficio dell’assessore Sgarlata che come le tre scimmiette non vuole ne vedere ne sentire rispetto a quello che è realmente successo, e allora completi l’opera e non parli. L’altra reazione è stata quella dei sindaci Giansiracusa e Scalorino. Il primo espressione del centrodestra a Ferla. Quando fu eletto contro il rappresentante del Pd c’erano tutte le rappresentanze ufficiali del centrodestra sul palco a congratularsi. Non mi risulta sia iscritto al Pd ma come altri non iscritti pensa di determinarne le scelte.

Voglio dire ad entrambi che le valutazioni su un sindaco non si fanno solo sulle scelte amministrative ma anche sulla capacità di tenuta della barra politica.

Bruno Marziano deputato regionale del PD


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