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E IL COMUNE DI NOTO?

Imu sulla prima casa al 4 per mille e al 10,6 sulla seconda; trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà per i circa 8 mila case popolari; tagli sulla spesa corrente per 5 milioni, che si aggiungono ai 4 milioni risparmiati dal 2009 al 2011; introduzione del check-point per i bus turistici e della tassa di soggiorno, accompagnata però da una compensazione per gli albergatori attraverso una riduzione dell’Imu. Saranno questi i capitoli principali della manovra che l’amministrazione comunale sta realizzando per il bilancio di previsione 2012 e per rispettare i vincoli del patto di stabilità.

L’annuncio è stato dato stamattina, con una conferenza stampa dal sindaco, Roberto Visentin, che ha anche annunciato l’invio di una lettera pubblica a tutte le famiglie siracusane. Spiegherà ciò che il Comune ha fatto in questi anni per assicurare un adeguato livello dei servizi, “senza mai aumentare la pressione fiscale”, e per dire cosa si accinge a fare alla luce delle recenti misure del governo Monti, che impongono ulteriori sacrifici agli enti locali. Visentin ha aggiunto che la proposta di bilancio 2012 sarà approvata dalla Giunta entro pochi giorni e che la sua redazione è stata laboriosa proprio per tutte le novità introdotte negli ultimi mesi. Poi, la proposta passerà al consiglio comunale per l’approvazione finale.

Il sindaco Visentin è stato critico nei confronti dell’Imu. “Questa tassa voluta dal governo centrale – ha detto – di municipale non ha nulla perché il suo gettito finirà nelle casse dello Stato, che ne tratterrà una grossa parte per poi distribuire ai comuni la rimanente. I nostri margini di manovra sono limitati solo alle aliquote; per il resto siamo diventati dei semplici esattori per conto dello Stato, che ha una solo obiettivo: incassare 21 miliardi, anche imponendo nuovi aumenti entro la fine dell’anno”. L’Amministrazione comunque ha deciso di lasciare l’Imu sulla prima casa al livello minimo, come nel 2008. “Applicheremo un’aliquota del 4 per mille – ha spiegato il sindaco Visentin – perché, per un fatto di giustizia sociale, non possiamo tartassare chi con sacrifici ha comprato una casa e, magari, paga ancora un mutuo.

Anzi, con le deduzioni previste, le famiglie potrebbero pagare meno di prima. Alzeremo del 3 per mille, rispetto al 7,6 imposto dal governo, l’Imu sulla seconda casa. Non siamo contenti di farlo, ma siamo costretti per quella che è la situazione generale. In quattro anni di governo della città non ho aumentato una sola tassa, anzi ho ridotto del 90 per cento l’Ici sui garage. Ai tagli dei trasferimenti dallo Stato e dalla Regione e ai vincoli del patto di stabilità abbiamo fatto fronte con i tagli alla spesa, e questo – ha aggiunto il sindaco Visentin – non mi ha impedito di stabilizzare 208 precari comunali e sottoscrivere 61 contratti quinquennali con i lavoratori Asu, risultati che porto a merito della mia Amministrazione”. Nel corso degli anni, ha spiegato il sindaco, sono stati migliorati i servizi di riscossione dei tributi e sono cresciuti gli incassi sulle affissioni pubblicitarie e sull’occupazione del suolo pubblico. Il passaggio, poi, del diritto di superficie in diritto di proprietà dovrebbe portare un gettito di 8 milioni di euro ma distribuiti in 4 o 5 anni. L’altra novità assoluta è la tassa di soggiorno a carico dei turisti. L’ipotesi è di prevedere tre scaglioni: 1,50 euro al giorno per i b&b; 2 euro per gli alberghi fino a 3 stelle; 3 euro per le categorie superiori. La tassa dovrebbe essere pagata per i primi giorni di permanenza in città e saranno previste alcune ipotesi di esenzione, come nel caso di chi soggiorna per assistere persone malate. “In questi giorni – ha affermato il sindaco – ho avuto degli incontri con gli operatori, con i quali abbiamo ragionato sulla possibilità di ridurre l’Imu sugli alberghi per compensare in parte l’introduzione della tassa di soggiorno sulle prenotazioni già acquisite, che graverebbe sugli albergatori”.

Il sindaco Visentin ha anche fornito un quadro della situazione generale di bilancio. Dal 2010 al 2012, anni in cui è cresciuta la fascia del bisogno a causa della crisi, il Comune ha subito 10 milioni di euro di minori trasferimenti: 8 dallo Stato e 2 dalla Regione; per il 2012 la Regione ha cancellato il bonus sanitario, cioè altri 800 mila euro in meno.

Il patto di stabilità, grazie al quale i comuni garantiscono il debito dello Stato, costringerà l’ente ad accantonare nel 2012 una somma superiore agli 11 milioni 600 mila euro, che si sommano ai 5 del 2011 e al milione accantonato per ciascun anno dal 2008 al 2010, per un totale di 19 milioni 600 mila euro. “Sono soldi che – ha spiegato il sindaco Visentin – potremmo destinare al miglioramento dei servizi e alle opere pubbliche, ma che non possiamo toccare perché lo sforamento del patto di stabilità significa sanzioni e ulteriori tagli nei trasferimenti dallo Stato. Già oggi abbiamo 10 milioni di lavori appaltati ma che non possiamo contrattualizzare”.

Per far fronte a questa situazione, il Comune ha realizzato 9 milioni di tagli alla spesa correte a partire dal 2010, “senza toccare – ha chiarito il sindaco – la spesa sociale”; altri tagli sono stati messi in atto sulla spesa per affitti, abbattuta dal 2009 di 851 mila euro l’anno ai quali, entro il 2013 si aggiungeranno altri 400 mila euro.

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