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L’OMBELICO DEL MONDO – 11 PUNTATA – “E’ ARRIVATO L’URAGANO”

La notizia dello scandalo Montada esplose in città con lo stesso fragore del carnevale di Rio de Janeiro e velocemente si diffuse nei quartieri, con versioni sempre più colorite: il tailleur di Biba passò dal rosa fragola al giallo zafferano e dall’azzurro “non ti scordar di me” al rosso cardinale … la gelida violenza verbale di dona Isabel si trasformò in una rissa con morsi, graffi e calci contro il povero Alcalde che era svenuto, a seguito di una improvvisa ondata di caldo equatoriale … dona Ines era fuggita dalla chiesa ululando e qualcuno ricordava di averla vista nei giorni successivi, camminare sulle ginocchia, ripercorrendo l’itinerario dei sette famosi santuari dei Flagellanti, lungo gli impervi sentieri della Sierra di Manzanilla … Monsignore Benevolo Crocefissi si rifugiò nel convento dei Penitenti, per un ritiro spirituale, sotto ponendosi a un digiuno totale di almeno tre giorni … il suo segretario personale, don Giustino, lo senti mormorare più volte: ” … Ho vistola Madonna… grazie O Signore! … ora posso morire beato! … ” … Juan Cerdo, presente alla cerimonia, in qualità di assessore ai rapporti con la chiesa, continuava a domandare ad amici e conoscenti perché lui, che si riteneva un ottimo amico di don Waldo, non fosse stato invitato, a suo tempo, al matrimonio fra Waldo e quella bella ragazza, color confetto.

I soci del circolo “Lambada” organizzarono una “notte bianca” sulle panchine di Piazza Cristoforo Colon, con tanto di “tavola rotonda”, sul tema: “Era più acceso il colore … del “tesoretto della dama in Rosa o il volto infuriato di dona Isabel ” … la radio locale “Tierra e agua 2000″ organizzò un sondaggio fra i suoi ascoltatori: ” …

E’ meglio il fondoschiena di Biba Montada o il parapetto di Lili Prosperosa? ” … al terzo giorno le percentuali le davano ancora alla pari con leggere oscillazioni, ora a favore dell’una, ora a favore dell’altra.

Daniel Esperancia, si pose dietro la scrivania nel suo angusto ufficio e per oltre una settimana, nutrito a granite di caffè, cappuccini e tortillas, scrisse una serie d’editoriali, ergendosi a paladino del povero don Waldo, fra le risate della moglie Alexandra e i suoi collaboratori … Evarco Espinosa passava ogni giorno a trovarlo per raccogliere le novità più gustose sugli sviluppi della “telenovela”.

Il giornalista scrisse un memorabile articolo, inventandosi una congiura Marxista- Leninista- Troztijsta contro quel baluardo d’integrità che era il primo cittadino di Santa Caterina, il quale aveva solo la colpa di essersi preso cura di una povera ragazza, tale Biba Montada, afflitta da una rarissima malattia di origine europea … la “Puttanite” … e il nostro Alcalde, famoso per i suoi gesti di umanità e generosità, l’aveva posta “sotto” la sua protezione, ricorrendo a ogni tipo di cura, sino a “sperimentare” anche la medicina d’avanguardia a base di “inseminazione” e assumendosene i costi e gli “oneri”personalmente … inoltre, aveva avuto notizia, da fonti segrete che frange di prezzolati Tupamaros, Sandinisti ed ex-agenti del KGB, erano sbarcati in una notte oscura in un’insenatura nascosta della costa, al soldo di un misterioso personaggio, il quale voleva minare la crescente statura mondiale del loro primo cittadino … nel tentativo di distruggerlo … gli editoriali ottennero un grandissimo successo e aumentarono, sensibilmente, la tiratura del periodico.

Victorino Huelga, vecchio militante di sinistra e ultimo abbonato rimasto sull’isola del quotidiano europeo: “Il Manifesto”, appresa la notizia dello sbarco d’elementi rivoluzionari, la notte, calcatosi in testa un basco con la stella del “Che”, regalatogli da suo nipote Moreno, che lo aveva vinto alla riffa della parrocchia, si aggirava furtivamente per i vicoli della città vecchia bisbigliando:

” … Psss … psss … companeros, dove siete? … Mi chiamo Victorino Huelga … il mio nome di battaglia è “el coyote” … non abbiate paura … non nascondetevi a me . .. Psss … companeros … sono dei vostri … Vivala Revolucion! … abbasso le dittature fasciste! … o victoria o muerte! … – e alzava il pugno chiuso, verso ogni ombra creata dalle numerose statue delle città, non distinguendole a causa di un’incipiente cataratta.

Lo stesso Margherito Todobien, intravedendo una grossa occasione politica, cominciò a porre domande negli ambienti dell’ extrema sinistra, proponendosi come mediatore d’antica e provata fede socialista, tra loro e i ribelli sbarcati.

Mezz’ora dopo lo scoppio dello scandalo alla chiesa di San Rocco delle Passeggiate, dona Isabel aveva tolto tutte le garanzie bancarie al genero Waldo, con l’immediata chiusura di tutti i conti e l’istantaneo rientro degli scoperti nei confronti degli Istituti di Credito ‘” e la “cosa” aveva trasformato Waldo nel più elegante straccione di Santa Caterina e contemporaneamente la vittima ideale dei “cravattari” locali e limitrofi con i quali, da tempo, intratteneva alcuni rapporti … d’affari.

L’ingegnere Pablo Tiburon, il quale non si lasciava facilmente travolgere dalle emozioni e, soprattutto, aveva l’assoluta necessità che Waldo rimanesse al suo posto di Alcalde, andò immediatamente a cercarlo e lo trovò rinchiuso al buio del suo ufficio al Palacio … aveva gli occhi sbarrati, fissi nel vuoto e tremava come se avesse incontrato la morte … lo caricò in auto e lo portò in uno dei mini-appartamenti del suo complesso “L’ultima speranza”, un residence per anziani danarosi e qui, davanti ad un bicchiere di rhum invecchiato, lo rimproverò per tutte le cazzate commesse, ma senza infierire troppo … infine gli garantì la sua personale mediazione verso la potente mamma e l’afflitta sorella, però lui, doveva restare lì tranquillo e fidarsi … gli fece ingoiare un paio di tranquillanti e lo mise a letto … poi si diresse a Punta del Falco, alla villetta ove risiedeva Biba, con la scusa di recuperare un po’ di abbigliamento per il povero Waldo … la trovò splendidamente sdraiata nel solarium, completamente nuda, sorseggiando una coppa di champagne gelato … dopo averle ammirato il magnifico fondo schiena con occhio da esperto viveur, le consigliò di evitare di farsi notare per Santa Caterina per un po’ di tempo e infine, spinto da un gesto di … profonda amicizia, le propose di accompagnarlo per quel fine settimana a Boca Chica, sull’isola Dominicana, ove doveva acquistare rubinetterie e sanitari per il complesso “Las Palafittas” … Biba, con una punta di sarcasmo, gli fece notare che la spiaggia caraibica di Boca Chica non era certamente famosa per la qualità e per il basso costo di suddetti materiali … Pablo sorrise con complicità, ammettendolo, ma facendole presente che, però, gli alberghi con relativo casinò, i ristoranti e i night club, invece, erano di prima qualità.

L’accordo fu rapidamente siglato.

Si mormorò che lo stesso fine settimana, un furgone grigio scuro, con quattro persone a bordo, abiti e occhiali scuri e modi decisi, prelevassero don Waldo ed il suo autista Jacinto … e sembra sempre … che il gruppetto, molto affiatato, facesse una gita alla baia di Matadero e due degli sconosciuti cercassero di creare uno … stretto … rapporto di amicizia, fra i piedi di Waldo e gli squali dell’ area protetta, amicizia che sarebbe diventata molto più intima e … addentata se il Waldo si fosse dimenticato di certe pendenze conla Società AnonimaCravatte Personalizzate … intanto gli altri due “ragazzi”, tipi molto allegri e dediti agli scherzi, incisero a sangue le loro iniziali sulle chiappe di Jacinto affinché ricordasse tutti i giorni al suo padrone di regolare e onorare I suoi impegni.

Per l’ingegnere Pablo Tiburon, invece, fu certamente un fine settimana molto più piacevole e rilassante.


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