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CORRADO CURCIO

CURCIO“Artisti, storici, chimici, fisici, astronomi, biologi insomma tutti si chiedono ancora sempre la stessa cosa: se parole, eventi, atomi e stelle si scombinano e si combinano a “scopo“ o a caso, e se Dio sia una Persona, una Profondità o un Vuoto“ .

E’ uno dei tantissimi Commenti dal titolo: “Artisti“ del poeta e filosofo Corrado Curcio che ha scritto nel suo primo volume di Commenti dedicato al filosofo Giovanni Gentile che fu suo Professore di filosofia all’Università La Sapienza di Roma.

Gli altri ventiquattro volumi di Commenti, pubblicati dall’Editore Bonacci, tascabili di oltre duecento pagine l’uno, sono quasi tutti dedicati ad altri filosofi, scrittori, poeti e a amici, a esempio a Ugo Spirito, Carmelo Sgroi, Gioacchino Caprera, Angelo Maltese, alla moglie Anna Maria Finocchio, alla figlia Giovanna …

In un altro Commento del libro XI, leggiamo: “Sonda e troverai nel mio profondo il grano della follia che mi fa biblico“.

Oppure,in un altro Commento del libro V, dedicato ad Angelo Maltese, si legge: “Passeggiate sulle colline di nuda pietra. Era bello poggiare la mano aperta su un sasso umido. La carne e la pietra. Il sangue e l’acqua. Camminavo come fossi la terra che cammina sulle sue ossa“.

In quest’ultimo Commento vi è un sentire e un fondersi tra l’uomo e la natura, un misticismo naturale,che allude alla dimensione della metenpsicosi, mentre nel Commento “Artisti“ vi è l’eterna domanda che storicamente, studiosi, scienziati, intellettuali, artisti interrogano la natura, l’universo, la vita con i suoi misteri a cui il filosofo prova sempre a dare delle risposte razionali, scientifiche, spirituali, ecc.

Come dire: l’eterno interrogarsi dell’uomo vitale, sulla terra, ma soprattutto del ricercatore che ha un progetto e non si ferma davanti a nessun risultato raggiunto.

In un Commento del libro XXII dedicato alla moglie Anna Maria si legge: “Penso che, nella storia conosciuta, non ci sia stata mai altra abbondanza che di sperma“. Sempre nel libro XXII: “Scendere nell’arena e testimoniare l’esistenza di una vita migliore di questa,nella quale, ahimè l’orgasmo è il solo attimo che si rivela fermo“.

In un altro Commento dello stesso volume: “Ogni senso, via via ha goduto il suo primato: la mano, l’occhio, l’orecchio ora il sesso“. E ancora: “La voluttà che audacemente avanza, non schiva indietreggiamenti, astuti ritorni nell’inorganico, ripetutamente vinto“.

Nel libro XI: “Santi delle vostre Cappellette di campagna esorcizzate l’inebbriante e inafferrabile spirito di Pan“.

In un Commento del libro XXII: “Di tutte le grandezze sorrido. Mi sono moltiplicato tante volte per me stesso che sento vicina l’ora di moltiplicarmi per un numero arcano o per zero“.

Nel libro XI: “Dovrei imparare a provvedere io a tutto, come se fossi io il Dio di turno“. Oppure, sempre nell’ XI: “Mi ami, mio Dio, come un Dio che si fa uomo, mentre io ambivo essere amato come un uomo che si fa Dio“!

Molti dei Commenti di Curcio sono delle critiche ad autori contemporanei della letteratura e della filosofia, come ad esempio, Henry Miller, Albert Camus ,Arthur Rimbaud ,F.Muriac, C. Marx, F.Nietzsche.

Ne abbiamo scelti alcuni.

Dal libro XI: “Ambivi vagare per tutti i continenti,favoloso Rimbaud, senza un soldo, solo, a piedi, con più meritorio ardire di quello napoleonico“.

“Muriac, ci sei caduto anche tu nell’amore più facile. Ti sei innamorato di un Dio e te ne vergogni“.

Dal libro XII: Oh,Marx, certamente: il primo e più felice, reciproco e simultaneo scambio di doni è l’orgasmo“.

E ancora dal libro XI: “Sei Dio, perché sei ingrato. Questo, con Nietzsche, io mi dico sulla mia croce“

Leggendo alcuni volumi di Commenti di Curcio si ha la sensazione che i suoi Aforismi sono un fuoco acceso permanentemente che a tratti divampa fino a “bruciare“, a disfare il soggetto e a farlo rinascere sia nel corpo che nello spirito, in un corpo e in uno spirito immanenti, che si metamorfizzano in un divenire che fonda sempre nuova esistenza.

Gli argomenti e i temi ci sono tutti, affrontati con un linguaggio libero e arterioso, in cui la mente del filosofo spazia dai campi della filosofia greca a quella contemporanea, dalla religione Occidentale a quella Orientale, dal misticismo alla natura, dalla letteratura delle origini a quella di oggi, così anche per l’arte.

In tutti i venticinque volumi di Commenti di Curcio vi è in ogni copertina e nel retro di copertina, stampata una “Pigna“, che simboleggia il più alto grado di spiritualità possibile da raggiungere da parte dell’uomo.

Una specie di “Terzo Occhio“ che potenzialmente è in ognuno di noi.

 

Corrado Curcio è nato a Noto,il 15 Maggio del 1903, è stato Professore di Storia e Filosofia nei Licei Classici. Ha insegnato nel Liceo Classico di Noto, poi è divenuto Preside sempre nello stesso Istituto. Lettore presso l’Istituto di Cultura Italiana all’Estero. Ispettore Culturale al Ministero della Pubblica Istruzione.

Oltre ai venticinque volumi di Commenti, ha pubblicato La Sfinge, anche quest’opera dedicata al filosofo Giovanni Gentile, dei libri di poesie, piccoli libri su vari argomenti filosofici pubblicati con l’Editore Bonacci,e con altri Editori.

Enzo Papa,in “Ortigia e il suo Pittore“, nel volume “La Sicilia in testa“, parla di un folto gruppo di Intellettuali che prima, durante e dopo la guerra si riuniva nello Studio di Angelo Maltese, a “La Fontanina“, in Piazza Duomo n.1 a Siracusa dove Corrado Curcio si incontrava con Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Francesco Trombadori, Salvatore Quasimodo, Corrado Sofia,Franco Zammit, Enrico Cavicchioli, Alfredo Mezio …

Visse tra Noto e Roma,ma intorno agli anni settanta,si fece costruire una Villa,fuori della Città di Noto, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, meditando, scrivendo, ricevendo studiosi e amici, con cui amava dialogare. Morì il 2 Luglio del 1981, all’età di 77 anni.

A centodieci anni dalla nascita che ricorre il 15 Maggio c.a., sarebbe opportuno rimediare alle mancate celebrazioni per l’anniversario dei cento anni dalla nascita che, nessuno a Noto,né Istituzioni pubbliche, né Associazioni lo hanno ricordato.

Ci rivolgiamo all’Amministrazione Comunale, al Sindaco di Noto, Dott. Corrado Bonfanti, all’Assessora ai Beni Culturali, Costanza Messina, all’Assessore a Turismo, Frankie Terranova perché si possa ricordare e omaggiare un filosofo come Corrado Curcio, un personaggio di alta e poliedrica statura culturale che la Città di Noto ha rimosso e dimenticato, promuovendo un Convegno che oltre a farlo conoscere possa dargli il dovuto e adeguato rilievo che merita, dedicandogli una Via, posando una Targa in Vico Salonia n.14 dove Corrado Curcio è nato.

Oltre al Preside Gioacchino Caprera che nel 1934 ha scritto con un linguaggio da letterato, un elegante saggio critico su Corrado Curcio,dal titolo: “Il libro V di Corrado Curcio, pubblicato dall’Editore Bonacci, nel 1956, su Corrado Curcio, hanno scritto: Franco Zammit, Gaetano Passarello, Corrado Piccione, Francesco Balsamo, Umberto Muscova, Biagio Iacono, Enzo Papa.

 

Roberto Bellassai

Comitato per i Diritti del Cittadino

 


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