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CONTRADA STALLAINI, UNA BOMBA ECOLOGICA

DISCARICALa SOAmbiente, la società che vuole aprire una discarica a Stallaini a soli 350m. dal SIC Cava Grande e a 80 m. da uno degli affluenti del fiume Manghisi, aveva visto revocati per motivi di legalità tutti i permessi relativi all’attività dell’azienda.

Il TAR di Palermo, a cui si era rivolta la SOAmbiente, ne aveva rigettato il ricorso.

La società ha quindi ricorso in appello. Il tribunale, in seconda istanza, ha accolto il ricorso dell’azienda.

I delicati ed unici ecosistemi di Cava grande, che rappresenta anche la maggiore attrazione turistica della zona sud, corrono un gravissimo pericolo.

Ricordiamo che nella discarica che la SOAmbiente vuole aprire in contrada Stallaini possono essere conferiti tra l’altro:

–         Amianto,

–         Rifiuti solidi prodotti da operazioni di bonifica dei terreni.

 Questo significa che in caso di bonifica e di asportazione di terreni altamente inquinati, come per esempio quelli attorno ad una raffineria o ad un’industria chimica in disuso, questi possono essere conferiti nella discarica di Stallaini.

–         Rifiuti di metalli non ferrosi.

Quindi  potrebbero essere anche metalli pesanti?

–         Altri rifiuti non biodegradabili.

Quali? Potrebbero contenere anche sostanze tossiche?

Inoltre è noto che è difficilissimo, quasi impossibile, controllare quali materiali vengono conferiti in discarica.

UNA BOMBA ECOLOGICA LE CUI CONSEGUENZE ORA NON SIAMO IN GRADO DI IMMAGINARE.

Ricordiamo che il piano paesaggistico  nella zona di Stallaini vieta esplicitamente di realizzare discariche.

Le associazioni firmatarie chiedono con forza

all’Amministrazione Comunale di Noto di prendere immediatamente e con grande determinazione tutti i provvedimenti di natura amministrativa e legale affinché sia disinnescata questo enorme pericolo che incombe sugli ecosistemi di Cava Grande e sul futuro economico della zona Sud;

ai Parlamentari della provincia di Siracusa ad adoprarsi affinché siano revocati i permessi sciaguratamente concessi alla SOAmbiente;

alla Sovrintendenza di Siracusa di revocare, alla luce del piano paesaggistico, il permesso frettolosamente concesso;

alle amministrazioni di Avola e Canicattini di concordare con l’amministrazione di Noto e con i parlamentari della Provincia le azione da intraprendere.

ASSOCIAZIONE ALBERGATORI DI NOTO – SCIAMI – NATURA SICULA – NOTOAMBIENTE- CASE SPARSE DELL’AGRO NETINO – ENTE FAUNA SICILIANA – PAESAGGIOèFUTURO – ACQUANUVENA 


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