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CONOSCENZA, PARTECIPAZIONE, SOSTENIBILITÀ, EQUITÀ, FATTIBILITÀ E SICUREZZA ovvero UN PRG DA “PROGETTO NOTO”

bonfanti sindacoSono queste le parole che guideranno l’elaborazione del nuovo strumento urbanistico?

Il nuovo documento di programmazione si ispirerà al processo di pianificazione basato sulla partecipazione e quindi l’ascolto delle istituzioni, dei portatori d’interesse, delle categorie delle associazioni e dei singoli cittadini?

 Avrà il giusto ruolo per consentire all’amministrazione di delineare in maniera più efficace e diretta le linee guida della trasformazione.

 La pianificazione urbanistica non può che essere preceduta da un documento di programmazione che dovrà delineare il ruolo della città, le strategie di sviluppo ed il relativo contesto territoriale.

Il nuovo documento dovrà ispirarsi al criterio dell’urbanistica partecipata, ed affiancare il principio altrettanto importante della perequazione urbanistica, che consentirà l’acquisizione delle aree per la città pubblica senza pesare sulle casse comunali e l’equo trattamento dei proprietari degli immobili da trasformare, assegnando identici diritti ed evitando che, come nel passato, si dia un premio a qualcuno e si penalizzi qualcun altro.

 GLI OBIETTIVI STRATEGICI DA CONSEGUIRE

Perseguire l’integrazione fra le varie parti della città;

Sviluppare un sistema integrato della mobilità;

Riqualificazione e trasformazione urbana ;

Formazione della rete ecologica ;

Valorizzazione del paesaggio urbano ed agricolo;

Sviluppo della vocazione turistica ;

Sviluppo dell’artigianato;

Il centro storico.

LE DIVERSE VOCAZIONI DA METTERE ASSIEME

I servizi amministrativi ed il terziario avanzato ;

La città della cultura ;

I TEMI DA CUI PARTIRE

Riuso dei contenitori storici dopo la fase di restauro;

Il centro storico come bene primario di tutta la città;

Riqualificazione delle periferie storiche e superamento della marginalità delle periferie moderne;

Implementazione dei servizi , nei nuovi quartieri.

LE MODALITÀ E GLI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE

Forum di apertura , Formazione di tavoli istituzionali,  Forum di quartiere,

Interviste ai portatori d’interesse , Raccolta dei piani già elaborati .

L’approvazione del P.R.G. è un traguardo importante da raggiungere per il governo del territorio, ed il nostro vasto centro storico impone la redazione del particolareggiato, è bene dire che l’approvazione degli strumenti urbanistici è solo un primo passo , seppure importante per avviare un processo più ampio di crescita e di sviluppo sostenibile, in quanto tutta la partita si gioca con la loro concreta e corretta attuazione, con la capacità di gestire i cambiamenti in modo dinamico e coerente con gli interessi della comunità locale.


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One Response to CONOSCENZA, PARTECIPAZIONE, SOSTENIBILITÀ, EQUITÀ, FATTIBILITÀ E SICUREZZA ovvero UN PRG DA “PROGETTO NOTO”

  1. avatar

    Luca Caruso Rispondi

    27 gennaio 2013 at 00:39

    Tutto giusto, ma allo stesso tempo arduo da perseguire, specialmente per una “realtà” sociale e politica come quella Netina, che fin ora no ha saputo dare prova di capacità programmatiche, ed avere il coraggio e soprattutto il senso civico di investire e programmare oggi, anche se i frutti li potrà raccogliere qualcun altro domani.
    In fin dei conti, la nostra realtà politica è il peggior esempio di sostenibilità, sociale e culturale.
    Non ė possibile parlare di sviluppo sostenibile, se non ci si educa alla sostenibilità culturale.
    Ritengo che L’urbanistica o meglio la pianificazione del territorio vada affrontata con lo spirito della visione globale, per poter agire al meglio nel locale.
    Le esperienze di pianificazione della nostra città, sono state dettate dall’idea che sviluppo vuol dire nuove edificazioni……
    Adesso questa visione va ribaltata, non è più concepibile spacciare operazioni di speculazione edilizia per occasioni di sviluppo e lavoro.
    Sono pienamente d’accordo sulla necessità di un’urbanistica partecipata, ma non basta, il nuovo Piano va pensato come un piano di gestione, che definisca gli scenari di sviluppo o riorganizzazione, non in maniera statica e settoriale, ma con una nuova idea di sviluppo basato sul riuso, e rifù nazionalizzazione dell’esistente, riducendo il più possibile il consumo di suolo, a vantaggio della rivitalizza zone della città consolidata.
    Bisogna investire sull’identità dell’identità della forma urbana, e sulle nuove funzioni che questa deve svolgere.
     

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