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CON LA PANVINI LA SICILIA NON «DIVENTERÀ BELLISSIMA»

LETTERA APERTA
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
Nello Musumeci
e pc. alla stampa
Siracusa 19/06/2019

Ill.mo presidente Musumeci,
la notizia che Lei sia prossimo a nominare il sostituto di Sebastiano Tusa o il nuovo dirigente generale ai beni culturali nell’archeologa catanese Rosalba Panvini, ci preoccupa. Pur sapendo che la nomina la farà fondamentalmente sulla base di accordi con i partiti di governo, ci permetta di dire che, nell’ambito della meritocrazia, la Panvini non ci appare persona idonea a rivestire né l’incarico di Assessore né di dirigente. Il curriculum dell’archeologa, non quello autoreferenziale in formato europeo, ma quello in formato libero che emerge dai giornali e da quanto abbia fatto da Soprintendente di Caltanissetta, Ragusa e Siracusa, non le giova.
Carabinieri e Procura hanno spesso aperto inchieste sui discutibili pareri dell’archeologa catanese. Della Panvini hanno fatto discutere l’autorizzazione a realizzare un parco eolico sulla Rupe di Marianopoli, zona vincolata e sito di interesse comunitario, lo stabilimento balneare a Donnafugata in area inedificabile, le trivellazioni nella valle dell’Irminio nonostante il vincolo paesaggistico e il permesso a costruire un ascensore che deturpa orribilmente il monte San Paolino, a Sutera. Ascensore costato alla comunità europea due milioni di euro, e che dal 2012, cioè da quando è stato consegnato, non è mai entrato in funzione per gli alti costi di gestione che il piccolo Comune di Sutera non potrà mai affrontare.
La firma della Panvini è apposta anche sul nullaosta del 2007 che ha per oggetto l’istallazione di un sistema di comunicazioni per utenti mobili (Muos), all’interno della riserva naturale, nonché Sito di Importanza Comunitaria, “Sughereta di Niscemi”. Così come porta la sua firma il parere per un resort che nel 2017 volevano costruire all’isola di Capo Passero, area in cui il Piano Paesaggistico redatto dallo stesso ente per cui la Panvini lavorava (la Soprintendenza di Siracusa) non consente il cambio di destinazione d’uso dei fabbricati, vieta la costruzione di nuovi edifici e i movimenti di terra, eccetto che per scopi agricoli. Non a caso il parere sul resort, qualche mese dopo, fu annullato dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali. Nel 2017, la Panvini ha altresì ritenuto realizzabile un discutibile intervento di “messa in sicurezza” dell’ex poligono di Punta Izzo, ad Augusta, in area soggetta a vincolo paesaggistico d’inedificabilità assoluta, per la quale – dopo la denuncia del Coordinamento Punta Izzo Possibile – la Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per abuso paesaggistico e si è ancora in attesa della decisione del Gip, il quale ha già dichiarato ammissibile l’opposizione, da parte del Coordinamento, alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero titolare dell’indagine.
Anche il pasticcio della caffetteria del Castello Maniace è opera della Panvini quando fu Soprintendente a Siracusa. La ferita è ancora fresca e sanguinante. Appena un anno fa le ruspe scavarono fino a 60 cm della piazza d’armi per creare una bella gittata in cemento su cui fu montata una struttura talmente alta che ostruisce ancora oggi la vista del mare e offende l’immagine del maniero federiciano. La struttura, ufficialmente dichiarata “facilmente rimovibile”, fu paradossalmente concessa per 12 anni. Nel caso in cui si voglia rimuovere, ci vorranno martelli pneumatici e altre ruspe. Altro fatto gravissimo è che la Panvini nel cantiere della caffetteria non mandò alcun archeologo a vigilare, e non dispose alcun sondaggio preventivo prima che arrivassero le ruspe. In perenne contrasto con molti impiegati della Soprintendenza di Siracusa, la Panvini aveva deciso di avocare la tutela archeologica, mettendo all’angolo i colleghi e sottraendosi da qualsiasi contraddittorio con il suo team. Per queste gravi vicende, Tusa trasferì la Panvini da Siracusa a Catania, e il deputato pentastellato Stefano Zito presentò una interrogazione all’ARS.
C’è un altro dato inconfutabile che lascia riflettere. Con le associazioni ambientaliste, cioè con chi avrebbe dovuto allearsi perché accomunati dalle stesse finalità (tutela e valorizzazione dei beni culturali, ambientali e paesaggistici), l’archeologa non coltiva buoni rapporti, anzi alle critiche risponde sempre con arroganti minacce e puntuali denunce.
Detto ciò, è chiaro – caro Presidente Musumeci – che l’archeologa 66enne Rosalba Panvini ha tutelato meno di quanto il suo ruolo e gli strumenti normativi gli abbiano consentito. Chiamarla a tutelare lo stesso patrimonio che nel passato ha ampiamente dimostrato di non saper difendere da speculazioni e interessi privati, ci sembra assolutamente fuori luogo e rischioso.
Ill.mo Presidente Musumeci, per il semplice principio precauzionale, quindi per il solo rischio che i beni culturali e ambientali possano subire altri danni, la invitiamo a riflettere e a fare un passo indietro. L’assessorato o il Dipartimento ai Beni Culturali non può metterlo nelle mani di chi ostenta sempre sicurezza nella liceità dei propri interventi, è ancora oggetto di indagini della procura e si infastidisce a ogni osservazione ricevuta.
Cordialità
Fabio Morreale Presidente Natura Sicula

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One Response to CON LA PANVINI LA SICILIA NON «DIVENTERÀ BELLISSIMA»

  1. avatar

    Michele Romano Rispondi

    22 Giugno 2019 at 14:18

    Mi dispiace ma non sono d’accordo, ho lavorato con la prof. Ssa Panvini, professionalita’ e stima immensa. LA notte dei musei a Castello Maniace con la sua presenza fino alle 2 di notte e tanti eventi culturali, I disegni del maestro Carta. Convegno sui BBCC con le scuole della provincia. Una grande professionista e docente universitaria. Prof Michele Romano

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