Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

746 views

CHE SI FARA’ DELL’ORTO OCCHIPINTI?

orto occhipint1iConsulta Comunale per la Cultura, del 16 aprile 2014

“Il dottor Genovesi ha chiarito come l’ex-Orto Occhipinti  – un ‘area di circa quattromila mq. adibita a verde nei pressi ed a ridosso del CUMO/Università di Noto – ormai sia stato formalmente e sostanzialmente acquisito al Comune: per cui si pone il problema della sua trasformazione da area libera, preda di erbacce, ad area razionalmente attrezzata per i bisogni della Città.

Trovandosi nella parte rivolta a nord dei locali assegnati al suddetto Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale, Genovesi pensa che la si potrebbe destinare a una zona di parcheggio che libererebbe da ingorghi la via Antonio Sofia e arterie adiacenti. L’ampio dibattito che ne è derivato ha dimostrato la sostanziale e piena condivisione della proposta del Presidente, che è stata perfezionata nel senso di prevedere anche la creazione di un’arteria pedonale che colleghi tutta quell’area a via Tommaso Fazello ed alla previsione d’una piazzetta adeguatamente sistemata. Si è stabilito, pertanto, di tornare sull’argomento dopo una  visita in loco con il supporto dei Tecnici comunali.”

Consiglio comunale del 8/7/2014

“Di questo lotto di terreno sito nel centro abitato a confine con il CUMO faceva parte della proprietà della famiglia Montandon ed ha una certa importanza storica. Le prime notizie che abbiamo acquisito assieme all’ex assessore Genovesi risalgono ad un certo Corrado Occhipinti. Questi era un farmacista ed era una specie di botanico. Lui chiede all’amministrazione di acquisire l’orto per creare un orto botanico Riesce a creare questo orto botanico e viene visitato dai netini ed è una specie di bellezza naturale della città. Occhipinti muore nel 1837 di colera e l’esecutore testamentario di questo Occhipinti è una certa Isabella Belleri. La Belleri non è amante di botanica e l’orto non viene più coltivato e va in abbandono. Il Consiglio di Intendenza del 1936 revoca la concessione e di questo orto non si sa più niente. Si sa soltanto che nel 1848 l’orto era un punto di incontro dei rivoluzionari liberali netini guidati da Mattei Raeli. Dopo di che l’oblio completo. Quest’orto viene acquistato da privati e poi nel 1972 gli eredi Montandon lo vendono alla Cassa per il Mezzogiorno la quale vuole realizzare una biblioteca pubblica. Come al solito, non se ne fa niente perché queste grandi opere non si realizzano mai e nel 1984 quando la Cassa per il Mezzogiorno viene abolita passa prima al Ministero delle Finanze e poi alla regione Siciliana. Poi per la caparbietà, e dobbiamo ringraziare l’ex assessore Genovesi che in tre anni ha smosso tutto quanto era possibile e immaginabile, perché la burocrazia si sa che è molto lenta in queste cose, ci siamo riusciti e a gennaio del 2014 sono stati convocati dalla Regione Siciliana e finalmente questo spazio di terreno è stato concesso e successivamente si deve acquisire e farne proprietà definitiva.”

Deliberazione CUMO N. 44 DEL 10/04/2015

Proposte di rivalutazione Orto Occhipinti

Carmelo Filingeri

 







Questo articolo è stato visualizzato 735 volte

One Response to CHE SI FARA’ DELL’ORTO OCCHIPINTI?

  1. avatar

    pippo bosco Rispondi

    15 maggio 2015 at 12:54

    Caro Carmelo, ho avuto mododi visitare quei luoghi assieme ai componenti la Commissione Consiliare prima di esitare l’atto,  relativo all’acquisizione dell’area, da parte del Consiglio Comunale. Devo dire, ad onor del vero, che non ho registrato elmenti di abbandono o di incuria e, viceversa, ho apprezzato con quanto decoro l’hanno mantenuta i privati-proprietari dell’ immobile Montandon.Ciò mi ha indotto a proporre al Consiglio Comunale la possibilità che una parte di quell’area venisse affidata, previa concessione in comodato d’uso gratuito,alla gestione dei privati che per tanti anni ne hanno curato con dedizione il mantenimento.Il Consiglio,come sempre, accolse la mia proposta anche perchè ciò non faceva venir meno la possibilità che l’altra parte rimanent venisse gestita dal CUMU. Ritornerò sull’argomento anche in sede di Consiglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *