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CHE FINE HA FATTO LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA DI NOTO?

PIANOSTRATEGICONel  maggio del 2007, molto tempo prima dell’avvento dell’amministrazione Bonfanti, scrivevo un articolo con lo pseudonimo “Evarco” dal titolo “Un Nuovo Progetto Noto”  in cui sostanzialmente si ideava e progettava un percorso politico -amministrativo per un nuovo rinascimento della città di Noto, poi culminato nel 2011 con il successo elettorale di una coalizione composta di partiti e movimenti che, alla prova dei fatti, dopo due anni e mezzo si è completamente sfaldata.

Tuttavia, in questo momento, non si vuole mettere sotto “focus” le ragioni di questo disgregamento – ci riserviamo successivamente di presentare all’opinione pubblica una attenta analisi – ma ci si vuole concentrare sulla seconda parte di quelle righe che, per chi volesse rinfrescarsi la memoria, sono reperibili al seguente link: http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=89

All’epoca si proponeva di pianificare la costruzione collettiva di una visione condivisa del futuro del territorio netino, attraverso processi di partecipazione, discussione, ascolto e un patto fra amministratori, attori del territorio, cittadini e partner diversi per realizzare tale visione attraverso una strategia ed una serie conseguente di progetti interconnessi, giustificati, valutati e condivisi.
Per evitare che questo percorso rimanesse  nel limbo delle idee fumose di sostenibilità così ben propagandate da politici, attenti più alla comunicazione che alla sostanza, invitammo a  investire, risorse economiche ed umane, in un processo che cristallizzasse, in maniera vivida e puntuale, gli obiettivi/progetti che si volevano realizzare.

La Commissione europea all’epoca , col programma “Europa per le Città” , incoraggiava le Regioni a delegare alle città la gestione dei finanziamenti necessari attraverso lo strumento dell’elaborazione dei Piano Strategico presenterà alcuni requisiti fondamentali: orizzontalità, trasversalità, flessibilità, interazione, capacità di prendere decisioni in tempi brevi ed in numero ragguardevole, capacità di risposta dinamica al cambiamento, cooperazione fra istituzioni pubbliche e privati.

Si avviò un processo virtuoso con la costituzione di un consorzio di 7 comuni, Avola, Ispica, Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Pozzallo, Rosolini, chiamato ” Citta’ per lo sviluppo”.

Dal 2011 non abbiamo più notizie.

Carmelo Filingeri


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