Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

1.291 views

CHE FARE?

chefareGià lo so!

Con quello che sto per dirvi, irriterò tutti i duellanti – partiti e movimenti – persino quelle persone di buona volontà che nelle cose che contano, abitualmente, si espongono in prima persona (ci mettono la faccia), perché come ha detto “qualcuno che aveva un sogno”, “Non serve dichiarare guerra per farsi dei nemici, basta dire quello che si pensa”.

E stavolta con l’aggravante specifico di pontificare sui massimi sistemi, senza rispettare la mia personale regola di non travalicare le colonne d’ercole dei confini cittadini.

Senza voler rivestire i panni del “Sartori de noiartri” mi sembra chiarissimo che il malessere delle democrazie occidentali, appalesatosi già da qualche lustro, ha due sindromi convergenti, la prima, l’incapacità dei poteri statuali locali di rendere trasparente e controllabile l’enorme potere tecno-finanziario globale che ha dimostrato di essere in grado di condizionare il destino di interi popoli, provocandone povertà e miseria sociale e culturale, la seconda, connessa con le deprivazioni economiche, sociali dei popoli che i governanti occidentali e italiani si ostinano a considerare come tensioni destinate  a essere riassorbiti con un ritorno a breve alla “normalità”, rimanendo assolutamente impermeabili alla costruzione di un modello di sviluppo basato su un nuovo “contratto sociale” con forme istituzionali, più moderne e flessibili, capaci di usufruire della forza della democrazia diretta per controbilanciare i condizionamenti dei gruppi di potere economici globali.

Per tornare alla nostra prossimità cittadina, dopo il 40%, mi ero assolutamente imposto di tacere su quello che è stato definito da tutti uno tsunami politico ma, proprio non ce la faccio, quasi incontrollatamente, le mie dita hanno cominciato a sbattere sulla tastiera del notebook.

E lo scrivo così come mi viene: sono dispiaciuto, nonostante Grillo e Casaleggio, dell’arretramento elettorale del Movimento 5 Stelle.

Dispiaciuto perché il modello rappresentato dai “grillini” in fondo è la dimostrazione pratica, con qualche inciampo e connesso capitombolo, dell’esperimento di “democrazia partecipativa” dell’ormai defunto “Progetto Noto” che aveva l’obiettivo dichiarato, ma in nessun modo realmente compreso, sicuramente per mio limite personale, dell’informazione, della consultazione e della partecipazione della cittadinanza.

Cari amici dell’arco costituzionale partitico, è bene dichiarare una volta per tutte che, l’affermazione del movimento 5 stelle del 2013 e lo stesso arretramento delle europee, non importa ora quanto effimero o con quale esito si concluderà, ci racconta già da adesso l’agonia, più o meno lunga, di un modello di democrazia italiana e occidentale che la corruzione dei partiti non può far altro che accelerare.

Dinanzi a questa “entropia democratica”, i partiti, tutti i partiti, i centri economici di potere e i media di loro proprietà, aiutati anche dalle grossolane corbellerie che ogni tanto, magari spesso, ci propinano il fantastico duo Grillo-Casaleggio, si sono impegnati in una operazione “Restaurazione” a cui il popolo italiano, purtroppo, non è stato capace a sottrarsi.

Per questo tentativo di cambiamento di prospettiva, come magistralmente ha scritto Jacopo Fo, grazie cari grillini.

Questa consapevolezza e questa personale riconoscenza mi ha portato a riflettere e ripensare a quei lontani, faticosi e quasi profetici giorni, dal 2009 al 2011, e a  come ancora sia ineluttabile quel personale “Kairos” cioè la propria visione del tempo giusto che si concilia nell’efficace azione per la propria città, in cui chiedevo a me e agli altri di esercitare “immaginazione democratica” cercare cioè di dare “peso” alla debolezza strutturale della spontaneità della Cittadinanza.

Come era necessario, e lo è ancora, per i cittadini di professione confrontarsi in modo esplicito e chiaro con la situazione di questa città, nella quale viviamo, lavoriamo e che nonostante tutto amiamo.

Come sia ancora più necessario essere indipendenti, certamente non neutrali e indifferenti, e concretizzare lo sforzo di immaginazione democratica, in una geometria variabile, un movimento proprio del carsismo, che ribalti la geometria lineare della partitocrazia, uno schema rigido, in cui in una triste raffigurazione irreale in cui la sinistra sfocia spessissimo nell’inciucio del consociativismo con la destra, come fra poco succederà in città, ed infine trovare gli alleati giusti con cui fare tutto questo perché pensare di farcela da soli, l’idea del 51% , è pura velleità.

Quali migliori ragioni comuni da mettere in campo se non i “temi civili” così vaghi e impalpabili per la nomenclatura ma così partecipati dal popolo democratico del V-Day di Grillo, liquidato frettolosamente dal partitocratico-finanziario- corporativo-catodico blocco sociale di sinistra e destra come qualunquista e forcaiolo?

Era il 2010, forse ero il primo grillino di Noto e non lo sapevo.

Detto questo cari grillini cittadini, con spirito Gandhiano, vi consiglio di smetterla di litigare su facebook con i tifosi di Renzi e del Pd, di smetterla di urlare ai brogli elettorali, di parlare delle scie chimiche e del ritorno dall’aldilà.

Se l’Italia è gravemente malata, Noto è quasi moribonda,  e se siete animati da “giusta” passione civile, e credo che lo siate, è il momento di uscire per le strade e chiedere e dare aiuto ai netini.

Carmelo Filingeri


Questo articolo è stato visualizzato 855 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *