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CAN CHE ABBAIA NON MORDE

schiavimoderniCome al solito i “sindaci responsabili” fanno un passo indietro.

La curatela fallimentare di sai8, pur non essendo più titolare del contratto – ricordiamoci la delibera di revoca del commissario Buceti – decide di affittare a  Aqualia (multinazionale spagnolo presente in Sicilia con Caltacqua) i dipendenti, i mezzi e la banca dati di Sai 8.

In tutto questo sembra che i sindaci hanno tirato un sospiro di sollievo, non volendo in alcun modo prendere qualche rischio e tutelare le legittime istanze dei cittadini.

Adesso riprenderanno le vessazioni, i distacchi, le lamentale, il pagamento di esose bollette .

Tutto questo perchè la mala politica non ha avuto “le palle” per prendere decisioni forti.

Ma di questo i cittadini elettori si ricorderanno!

Il più sfacciato il sindaco di Siracusa il quale dopo aver fatto una campagna elettorale su ritorno dell’acqua pubblica adesso parla di “di male minore tra le fattispecie possibili”. La linea non cambia: “acqua pubblica. Speriamo che in questi mesi la Regione acceleri sulla legge necessaria. Noi siamo pronti a consorziarci ma, ripeto, serve la legge”.

Il Partito Democratico di Noto, per bocca del suo segretario Seby Ferlisi – attraverso il social network Facebook, mi aveva assicurato la richiesta del PD al Sindaco di Noto per la ripresa in gestione diretta dell’acquedotto.

Da quel momento il silenzio.

I fatti parlano per loro ………………..

Carmelo Filingeri


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2 Responses to CAN CHE ABBAIA NON MORDE

  1. avatar

    gioc Rispondi

    16 aprile 2014 at 13:02

    Il ritorno dei privati nella gestione del servizio idrico con l’entrata in scena di Aqualia apre un caso “politico”. Il segretario provinciale di Sel, Vincenzo Vitale,  dice no “al ripetersi della mala gestione di un servizio che per volontà popolare dovrebbe tornare pubblico”. Sinistra Ecologia e Libertà critica l’operato del giudice fallimentare che “dovrebbe vigilare e controllare l’attività della curatela fallimentare e non imporre una gestione nuovamente privata dell’acqua. Non si tratta del fallimento di una semplice società, qui si tratta del fallimento di Sai 8, partecipata dall’Ato, che a sua volta racchiude i 21 Comuni della Provincia. Non mi spiego come mai si prendano decisioni così grosse senza consultare o passare dalla volontà dei 21 Comuni”. Per Vitale, in questa vicenda “si è passati dall’assurdo al tragico”.

  2. avatar

    gioc Rispondi

    16 aprile 2014 at 13:13

    Non tardano le reazioni del mondo politico locale alla notizia, anticipata ieri da SiracusaOggi.it, del ritorno dei privati nella gestione dell’acqua nel siracusano. Un ritorno a tempo, per dodici mesi, con alle spalle il colosso spagnolo Aqualia. Sull’Assemblea Regionale Siciliana piovono gli strali di Enzo Vinciullo dopo che per l’ennesima volta non è stata calendarizzata dalla conferenza dei capigruppo  la discussione del disegno di legge per la difesa dell’acqua pubblica a Siracusa. “Continuerò a chiedere l’inserimento del Disegno di Legge da me preparato il 18 marzo e prenderò in esame l’ipotesi di occupare l’Aula per costringere il Presidente dell’Ars a porre all’ordine del giorno e in discussione il mio Disegno di Legge”. Quanto al ritorno dei privati, Vinciullo evita un commento diretto ma precisa che  “la responsabilità non è della Curatela Fallimentare che deve, giustamente, trovare una soluzione veloce a un problema drammatico. La responsabilità è di chi, non so se volutamente, ritarda l’approvazione del Disegno di Legge”. Ad appoggiarne la linea, anche Marica Cirone Di Marco.

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