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ANDARE A PIEDI

schiavimoderniDa 40 giorni non ho l’auto e devo dire di essere comunque sopravvissuto, usando quando necessario lo scooter. Mi sono imposto di sbrigare le faccende lavorative le visite nei vari uffici andando a piedi da Via Cavour il raggio medio non va oltre i 500 ml.. Se ci riflettiamo su C.so V. Emanuele ha una lunghezza di circa 800 mt. se ci ipotizziamo un quadrilatero di 800 ml x 800 ml abbiamo girato tutta la città circa 20 minuti in ogni direttrice possibile.

Camminando a piedi si è sicuramente meno tesi, si apprezzano le bellezze della città ma anche i disservizi,le cose che funzionano e quelle da migliorare.

Oggi mi sembra strano pure a scriverlo,se penso che quando andavamo a scuola facevo giornalmente a piedi da V.le P.di Piemonte ( a calata ra stazione) sino al Vincenzo Littara in Via Cavour e da adulto stessa strada sino al piano alto all’Istituto Tecnico per Geometri.

Si camminava un po tutti a piedi e non era un fatto eclatante, come oggi è eclatante non girare in macchina.

Perché questa premessa ?

Perché ho osservato una città dove regna l’anarchia assoluta almeno per quanto concerne la viabilità,la sosta e l’occupazione degli spazi pubblici.

Non è roba da poco visto che determina il caos su Corso V.Emanuele e su Via S. La Rosa, in modo abnorme, per non parlare di Via Rocco Pirri dove i cartelli indicatori non vengono rispettati e il massimo su Largo Porta Nazionale, proprio ieri un motore di grossa cilindrata ha sostato indisturbato sulla pavimentazione in pietra bianca almeno un paio d’ore.

La ztl si è rivelata un fallimento , occorre pedonalizzare C.so V.Emanuele, la Via Nicolaci , Via S.La Rosa (da Via Ducezio a Piazza XVI Maggio e Via Rocco Pirri, garantendo per queste ultime due l’accesso ai soli residenti e ai titolari di attività commerciali.

Va ridiscusso il regolamento per l’occupazione degli spazi pubblici, per evitare i bazar sia delle attività commerciali che dei venditori di palloncini, va prioritariamente segnata una corsia di emergenza dove in mezzo non deve stare niente,quello che rimane si assegna.

Vanno formalizzate le aree di sosta per il carico e scarico merci nelle zone limitrofe (ho dato al Sindaco da mesi una bozza) e deve essere imposta ai corrieri e ai fornitori sia il percorso di entrata che di uscita perla città.

Insomma occorre un po di disciplina e un po di senso di responsabilità anche da parte dei gestori delle attività, vanno revocati i pass ai commercianti e riservare aree di sosta nel raggio di 100 metri dalle loro attività.

Via Nicolaci va ripulita dalla vernice che ogni anno rimane dopo l’infiorata, non si riesce a fare disegni a base di calce che con l’acqua vanno via ?

In ultimo occorre realizzare un terminal bus per evitare il caos quotidiano in Via Pola anche su questo il Sindaco ha una proposta sul suo tavolo, se continua in questo modo si può essere verdi … ma solo di rabbia.

 

P.S. un ultima cosa con il caos degli autobus in Via Pola l’altro ieri l’ambulanza aveva enormi difficoltà a transitare e pensavo fra me e me , ma perché non si istituisce una corsia riservata di emergenza in Via Napoli così si potrebbe scendere direttamente in via Confalonieri, basta eliminare quella ridicola rotatoria !!!!!.

Daniele Manfredi


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6 Responses to ANDARE A PIEDI

  1. avatar

    Stefano Alderuccio Rispondi

    1 dicembre 2014 at 14:33

    Quante idee, Daniele, quante cose da fare…

    Mi fa molto piacere leggere il tuo post, perché ho sempre pensato che andare a piedi sia il miglior modo per vedere un luogo, una città. Pensa che lo scrittore inglese Bruce Chatwin, sul camminare a piedi ci ha pure scritto su una teoria che anima buona parte dei suoi libri. Durante un viaggio in Australia scoprì che gli aborigeni avevano una idea ben precisa sulla creazione del mondo (un’idea che lo accompagnò per tutta la vita): ognuno di noi, camminando a piedi, vede una cosa, la nomina, le da un nome e, così facendo, la fa esistere, così facendo, crea il mondo. Il suo mondo, poiché ognuno di noi ha il proprio mondo. Il tuo mondo difatti non è esattamente uguale al mio mondo, poiché ognuno di noi cammina in modo diverso, vede lungo il percorso cose diverse e nomina le cose con parole e suoni diversi.

    Questo anche per dire che il caos di cui tu parli (io cammino moltissimo a piedi quando sono a Noto), talmente evidente, talmente caotico, talmente sotto gli occhi di tutti, come fa uno che vive in città a non vederlo ?

    Allora diciamo, come sembri suggerire tu, che la ragione di tanto caos sta forse nel semplice fatto che gli amministratori della città non vanno a piedi ma solo in auto e quindi tanto caos, tanta incuria non la notano.

    Qualche tempo fa, in questo spazio, avevo suggerito una marcia a piedi, una marcia annuale, come una processione, con in testa il Sindaco, seguito dagli amministratori, gli eletti, le associazioni, la stampa locale e chiunque abbia voglia di compierla, una marcia a piedi, esclusivamente a piedi (e non in motorino), nelle periferie vecchie e nuove della città. Per constatare, insieme ai cittadini, dello stato delle zone che non sono centro storico. Quindi prendere di conseguenza delle iniziative, per iscritto, darne conto ai cittadini. Una marcia che potrebbe ripetersi una volta all’anno. La si potrebbe chiamare la “marcia sbarocca”. E’ un’idea molto semplice, un gesto civico di utile e umile buon senso, ma nella nostra città, barocca da 3 secoli, dove si cammina solo per il Santo, è concepibile?

    Camminare a piedi è un atto civico, ad emissioni zero, ma tra non molto sarà considerato un atto rivoluzionario… poiché camminando… ognuno di noi vede e fa esistere il mondo…

    Cordialmente,

  2. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    1 dicembre 2014 at 19:10

    Infinite volte come Comitato abbiamo posto di applicare i vari Piani nel centro storico,dal Piano del traffico,al Piano Estetico,al Piano del Colore e a quello della Luce,ma anche per rendere Isola pedonale oltre a Corso Vitt.Emanuele,anche Via Cavour,ma sia le Amministrazioni precedenti che quella attuale,sono sorde sulla questione,non ci vogliono sentire!
    Hanno preferito e preferiscono il caos e la Casbah,addiriturra Corso Vitt. Emanuele,che era Isola Pedonale,l’hanno trasformata in ZTL,cioè in colabrado,perchè passa di tutto,ad esempio,prima i Corrieri si fermavano a Porta Nazionale, andando con i Carrelli nelle varie attività,da quando l’Isola pedonale è diventata ZTL entrano tutti i furgoni,furgoncini,camion ecc. Uno schifo che è sotto gli occhi di tutti,anche di chi non vuol vedere! Come non condividere quello che scrive Daniele e il Commento di Stefano! Ma il Sindaco Bonfanti e la sua Amministrazione,aprirà l’orecchio dell’orecchio sulla questione, che non è solo sotto gli occhi della Cittadinanza,ma dei Media Nazionali,e da chi viene a visitare la Città! A Daniele vorrei dire di non usare la parola Anarchia perché la trovo completamente fuori contesto,si tratta solo di caos,di disordine dovuto al qualunquismo politico, alla mancanza di responsabilità di chi preposti,l’Anarchia è ben altra cosa,a Noto siamo lontani anni luce dal suo significato culturale, politico e sociale, che esprime l’Anarchia.

  3. avatar

    elettoreM5S Rispondi

    1 dicembre 2014 at 21:58

    Anche se decisamente meno gratificante (snob?) consiglierei una passeggiata periodica per le seguenti vie:
    – via Nasi e relative, parallele
    – Via Valenza e viabilità annessa
    – Via Platone e relative traverse
    – via Giantommaso a partire da Via Alessi
    – Via Sonnino e viabilità annessa
    Magari si potrebbe prevedere qualche istruttiva sosta in qualche palazzina “popolare”, con salutari “feedback” con i relativi inquilini o in qualche casa totalmente abusiva, prendendo diligentemente nota, punto per punto, di ciò che non va da quelle parti.
    Si potrebbe cercare di sensibilizzarne gli abitanti sulla necessità anche in quei luoghi (perchè no) dei piani del colore e della luce.
    I più snobbini messi a contatto con il vero disagio, dovranno limitarsi ad indignarsi con misura ed operosa eleganza, quanto basta, per poi tornare ad occuparsi del caotico traffico veicolare per il corso e delle insopportabili falle della ZTL.
    Magari, tra un periglioso limoncello e una inquietante tisana, si potrebbe finalmente organizzare un referendum sull’obbligo di esporre vasi di geranio sui balconi del corso, con colori che facciano rigorosamente “pendant” con quello delle facciate.
    Insomma cose così. Cose di questo genere.
    Che dire … svejateve, prima che sia veramente tardi.

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    Roberto Bellassai Rispondi

    2 dicembre 2014 at 16:45

    L’Elettore dei Cinque Stelle,dal suo anonimato,perchè di questo si tratta,non mette il suo nome e cognome,la sua faccia quando interviene pubblicamente,ma si nasconde dietro una sigla che dovrebbe rappresentare il nuovo,il ” nuovo politico, ” ma che nei fatti è il vecchio più vecchio politicamente di prima! Troppo comodo Signor Elettore dei Cinque Stelle, non mettere la faccia in quello che scrive, sarebbe come cancellare mentre scrive! Abbi il coraggio di metterci la faccia in quello che scrive, perchè non è credibile questo suo modo di contribuire alla politica! Somiglia un pò a quello che tira la pietra e poi nasconde la mano! A me sembra che la sua presunta ironia da piccolo borghese ” nauseato, ” ignora ad esempio, che il Comitato da me rappresentato, oltre a parlare di centro storico,quindi dei vari Piani mai praticati dalle varie Amministrazioni,ha tante volte scritto e parlato pubblicamente, delle varie periferie della Città, denunciando la mancata integrazione tra il vecchio e il nuovo, sia dal punto di vista dei servizi di urbanizzazione, che da quelli culturali. La mia impressione è che lei essendo un Anonimo, forse un ” Tecnico ” che si nasconde per paura di essere riconosciuto, si comporta come la maggioranza dei Netini, dei tanti Netini, che si nascondono perché non sono liberi politicamente, rimanendo ” nauseati, ” perchè nella vita non hanno mai fatto delle reali scelte politiche, ma sono rimasti a prima della Nausea di sartriana memoria.

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    elettoreM5S Rispondi

    2 dicembre 2014 at 18:35

    evidentemente il mio dito è così grosso da oscurare persino la luna

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    daniele manfredi Rispondi

    2 dicembre 2014 at 21:45

    Personalmente la citta’la giro tutta non ho preclusioni anche perche’ho sempre abitato in periferia e mai in centro.I processi da avviare in questa citta’ sono parecchi e quando mi sono occupato del welfare ho dato una spinta anche su questo.Ritengo e non da oggi che in citta’prima di vivere bene i turisti ci dobbiamo vivere noi.Per parlare delle periferie occorre conoscerle e viverci,qualunque analisi la si voglia fare e’possibile .Se si parla di periferie e’piuttosto facile che non se ne occupi nessuno,se andiamo al rispetto delle regole interessando l’area bene e’piu’facile che poi il concetto si espanda a macchia d’olio.Comunque mettere sul tavolo i bisogni e le necessita’o lo stato delle cose si puo’fare ….. basta volerlo e non scrivere in modo generico che non vuol dire niente.Questa e’la mia idea

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