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BONO: LA GIUSTIZIA PRESENTI IL CONTO DA PAGARE

BONONon ci fu nessuna pressione per assunzioni nei confronti di Sai 8, la società che nel siracusano gestisce il servizio idrico integrato, da parte del presidente della Provincia regionale di Siracusa, Nicola Bono, nel suo ruolo di presidente dell’ Ato Idrico. Bono era stato accusato, su denuncia dei vertici di Sai 8, nel febbraio dello scorso anno, di tentata estorsione nell’ambito dell’inchiesta dei giudici siracusani, denominata “Oro Blu”, su presunte irregolarità nella gestione del servizio idrico integrato in provincia, che portò agli arresti domiciliari l’ex sottosegretario al Tesoro Gino Foti e l’ex amministratore delegato di Sogeas, socia di Saccecav in Sai 8, Giuseppe Marotta, poi rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame.

 Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha infatti archiviato le accuse nei confronti del presidente della Provincia, Nicola Bono, così come richiesto da suo ufficio legale.

Bono venne iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di tentata estorsione, senza però essere raggiunto da nessun provvedimento da parte degli inquirenti, dopo le “calunniose” denunce dei vertici di Sai 8, nel periodo in cui procuratore capo della Procura della Repubblica di Siracusa era il giudice Ugo Rossi (da poco trasferito dopo l’inchiesta “veleni in Procura”), patrigno dell’ingegnere Salvatore Torrisi, direttore generale ed amministratore delegato, guarda caso, di Sai 8.

A suo tempo, era stata rigettata, da parte del gip, la richiesta avanzata dalla Procura nei confronti di Bono, di obbligo di dimora. Il presidente della Provincia, ritenendo di essere totalmente estraneo all’accusa di aver fatto pressioni nei confronti di Sai 8 per assumere personale, aveva voluto rilasciare delle dichiarazioni spontanee al pm Marco Bisogni, presentando a sua volta una corposa documentazione.

A seguito di quelle accuse, Bono si era dimesso da presidente dell’ATO, innescando così il processo di commissariamento dell’ATO da parte dell’allora presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che nominò, e tutt’ora non è stato revocato, l’ex giudice Gustavo Cardaci, aprendo, di fatto lo scontro, anche nelle sedi del TAR, con i sindaci che si sono rifiutati di consegnare gli impianti a Sai 8.

L’archiviazione delle accuse nei confronti del presidente della Provincia, è stata avanzata lo scorso 25 settembre dal pubblico ministero al gip che l’ha accolta. Nell’ambito della stessa inchiesta, invece, è stata richiesto il rinvio a giudizio per Gino Foti e Giuseppe Marotta, che dovranno comparire nell’udienza fissata dal gip per il prossimo 23 gennaio.

«Mi fido della Giustizia, nonostante tutto! Oggi il quadro è finalmente chiaro e provato – ha dichiarato questa mattina in conferenza stampa il presidente Bono – SAI 8, con una calunnia strumentale,è riuscita a sopravvivere nei due lunghi anni in cui la Procura ha rivoltato la mia vita come un calzino, intercettando ogni mia telefonata, controllando i movimenti dei miei conti bancari e, a volte, addirittura additandomi pubblicamente come effettivamente responsabile. Oggi la Procura ha finalmente accertato che non ho mai commesso alcun reato. Mi è stato restituito pienamente l’onore di uomo pubblico onesto con quarant’anni di integerrima vita politica. Chi ha avviato questa macchina del fango, però, ha tratto enormi vantaggi da questa vicenda ed è giusto che ora la Giustizia presenti a loro il conto da pagare».

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One Response to BONO: LA GIUSTIZIA PRESENTI IL CONTO DA PAGARE

  1. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    10 gennaio 2013 at 17:00

    Maa!!!  Chi era che lo definì: Un Bono tra le bone?

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