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BONO CONTINUA A TRAVISARE LA REALTA’

BRUNOMARZIANOCome al solito Bono travisa la realtà e si crea una sua verità e cerca di farla passare per realtà come ha fatto per 20 anni il suo vero sodale. Infatti al Commissario non ho chiesto di revocare la nomina del Direttore Generale e di nominare altri al suo posto: ho chiesto di revocare un incarico assolutamente superfluo per un Ente avviato alla soppressione, ottemperando in tal modo all’indirizzo impartito ai Commissari delle Province di limitare le spese all’essenziale. E piuttosto che con mie personali considerazioni voglio ribadire la verità delle cose citando norme di legge e pareri dell’ufficio legislativo e legale della Regione. La circostanza che – come evidenziato dal Segretario Generale dell’Ente nel parere pienamente condiviso dal Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali con nota prot. n. 13618 del 18/9/2013, introitata al protocollo della Provincia con in data 20/9/2013, prot. n. 40773 – la figura del Direttore Generale risulti soppressa nelle Province Siciliane, rende la nomina oltre che inopportuna anche illegittima.

 

Quanto poi al problema della cumulabilità dell’incarico di direttore generale con l’incarico dirigenziale, mi risulta che anche organizzazioni sindacali abbiano eccepito da tempo la non cumulabilità dell’incarico ed invito Bono – atteso che anch’egli potrebbe essere chiamato a risponderne – a leggere il parere n. 290.07.11 del 2007 dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione, assolutamente esaustivo sull’argomento, laddove conclude “… non cumulabilità dell’incarico dirigenziale con l’incarico di direttore generale e correlativamente l’impossibilità di affidare al direttore generale funzioni dirigenziali..” per effetto della “… conflittuale coincidenza fra la posizione del soggetto al quale sono affidate funzioni di supervisione e coordinamento della gestione amministrativa svolte dal personale dirigenziale e soggetto che in qualità di dirigente è tenuto a rispondere al direttore generale, come previsto dall’art. 108, comma 1, del d.lgs.n.267/00”.

Né può essere accampata a giustificazione di tale cumulo una diversa previsione nel Regolamento degli Uffici e dei Servizi dell’Ente, la cui approvazione è rimessa dalla legge alla Giunta Provinciale, in quanto il citato parere specifica come a tale principio della non cumulabilità soggiaccia lo stesso Regolamento, per cui “… l’assenza di uno specifico divieto stabilito dalla legge o dallo statuto non consente in via generale un esercizio indifferenziato del potere regolamentare esercitato dalla Giunta nella disciplina del qua ma, al contrario, l’esercizio della potestà in parola deve essere rigorosamente svolto entro i limiti di quanto previsto dalle disposizioni sovraordinate.

Anche per l’incarico Capo di gabinetto non è stata contestata al Commissario la libera scelta della persona, semmai, come per lo stesso Direttore Generale, la troppa tempestività in scelte fiduciarie che avrebbero richiesto una maggiore ponderazione. In ogni caso, la contestazione ha riguardato principalmente la tipologia dell’incarico effettuato in violazione di quanto previsto dalle attuali norme che non consentono la collocazione in aspettativa di un funzionario dello stesso Ente conferente l’incarico dirigenziale, riconoscendo, per di più, all’incaricata l’indennità di posizione nella misura pari al valore massimo annuo stabilito dal vigente C.C.N.L., con un evidente spreco del pubblico denaro.

Colgo l’occasione per segnalare al Commissario che la strutturazione dell’Ufficio di Gabinetto della Provincia di Siracusa si pone in palese contraddizione con il principio della separazione  tra la politica e la gestione, introdotto dalla Bassanini e nel tempo sempre più rafforzatosi, principio in ragione del quale anche gli uffici di supporto al Sindaco/Presidente non possono compiere alcuna attività gestionale se non quella riguardante la gestione delle spese di rappresentanza e simili, come previsto all’art. 10, comma 6, dello stesso R.O.U.S. dell’Ente. Invece, nell’articolazione strutturale approvata dalla Giunta Bono, sono stati allocati all’interno dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente di Servizi prettamente gestionali che comportano per il dirigente Capo di Gabinetto il compimento sistematico di una illegittima attività gestionale. Per non parlare delle voci sempre più insistenti secondo le quali i dati del 2012 sulle condizioni finanziarie dell’Ente non avrebbero consentito alcun tipo di assunzione, neanche a tempo determinato, quindi neanche l’assunzione del dirigente Capo di Gabinetto.

Infine voglio tranquillizzare l’on. Bono e quanti in posizioni di comando assoluto all’interno dell’Ente era preoccupati per una mia affermazione: le mie considerazioni sulla opportunità di far sentire tutti partecipi nel percorso di riforme non erano sicuramente mirate a collocare amici e sodali ma a riportare in Provincia quel clima di serenità che i 5 anni di gestione podestarile dell’on Bono avevano cancellato determinando una situazione di tensione nel rapporto tra i dipendenti e buoni che avevano abiurato e cattivi che non lo avevano fatto. Piuttosto mi lascia a dir poco perplesso la levata di scudi di Bono e di altri illustri rappresentanti del centro-destra a difesa di inutili e costose rendite di posizione.”


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