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MINCHIA, CHE PERFORMANCES!

rialzati notoCari amici, vicini e lontani, spero abbiate passato delle serene festività in letizia con i vostri cari affetti, lontani dalle cacofonie politiche e dalle avversità che la vita ogni giorno, purtroppo, ci propone.

Da parte mia, per meglio favorire questa vostra permanenza armoniosa, mi sono astenuto dal propinarvi considerazioni di natura – per così dire – civile, deliziandomi dei piaceri luculliani inframmezzati di tanto in tanto – tra una torta pasqualina e un bocconcino di pastiera napoletana – da qualche arguta conversazione con i pochi amici rimastomi.

Però ho notato che, molto spesso, questi “certami pasqualini” alla fine, chissà come, inevitabilmente scivolavano sullo stato della politica locale e, molto spesso, a corredo e conclusione, qualcuno, tra i più conoscitori della nuticiana esistenza “impreziosiva” il ragionamento concludendo saggiamente …… “se ad ogni pietra si da un calcio, si finisce con il consumare le scarpe”.

E così, tra visioni oniriche da abbiocco post-prandiale e meditazioni trascendenti, mi si è svelata l’ipotesi di essere riconosciuto dai più come l’antipatico e indigesto rompiballe del parterre politico netino e, per la verità, pur pescando a piene mani nel vasto repertorio dell’autostima, la scusa del “Molti nemici, molto onore” mi è sembrata, ad una più attenta introspezione, scarsamente assolutoria.

Ed allora stamattina sono stato molto indeciso se disquisire sul “sesso degli angeli” o sull’eterno dilemma esistenziale della primogenitura “dell’uovo o della gallina”, tuttavia consapevolmente – per dirla come va di moda oggi – all’interno del mio percorso di adeguamento e omologazione non sono ancora pronto per questi voli pindarici e così, molto più prosaicamente, ma vi garantisco con una buona dose di buonismo – per buona pace di molti – vi parlerò di qualcosa di apparentemente noioso e tecnico.

E allora bando ai preamboli e cominciamo con le buone notizie!

Vi ricordate quel “fastidioso” Pippo Bosco che in pieno consiglio comunale, con fare sornione e con malcelata malizia, interrogava il nostro primo cittadino sullo stato dei pagamenti dei debiti comunali citando a menadito articoli di legge e disposizioni normative?

Vado a memoria: “Caro Sindaco, l’art. 41, comma 2 del Dl 66/14 stabilisce che le amministrazioni che sulla base dell’attestazione ex articolo 41, comma 1 Dl 66/14, registrino tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni a decorrere dal 2015, rispetto a quanto disposto Dlgs 231/02, nell’anno successivo a quello di riferimento non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. Non possono, inoltre, stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi del divieto di assunzione del personale così definito, il comune di Noto come è combinato?

Ma guarda tu questo impertinente, “Mo se ne viene lui, tomo tomo cacchio cacchio…,” con l’occhialino da azzeccagarbugli cascato sulla punta del naso, a chiedere se è legittima l’assunzione del Comandante Sarausano dei vigili urbani, quello della famosa tolleranza zero e, udite udite, se sia legittima la nomina del capo staff a 800 euro al mese, quello che gli ottusi membri dell’opposizione continuano a chiamare il quinto assessore in carica, l’uomo ombra del Sindaco Bonfanti, il vero Richelieu dell’amministrazione, non riuscendo a capacitarsi del perché di questa passione così travolgente e duratura oltre ogni ragionevole, almeno politicamente, previsione.

Il Sindaco – che anche lui ha una inclinazione a consumare le scarpe – istituzionalmente ha risposto – urbe et orbi – che il comune di Noto vanta uffici finanziari e di ragioneria dalle performance mostruose.

Carta canta, nel 2014 i tempi medi di pagamento del comune dei crediti vantati dalle aziende sono di appena 67,68 giorni.

In sostanza a noi le sanzioni previste da quel sanguisuga di Renzi ci fanno un baffo!

Si può immaginare l’incredulità e lo smarrimento di tutta l’opposizione per l’incommensurabile miglioramento delle prestazioni del Dirigente e degli Uffici di ragioneria.

Ma come?    ……. ma se nel 2013 tale indice di produttività si attestava a ben 140,97 giorni?

Ma se il Comune ha  dovuto sborsare circa 800 euro di interessi per ritardato pagamento di una fattura addirittura del 2012?

Come avranno fatto?

Nella mente dei malfidati consiglieri di opposizione si accavallano dubbi e sconforto.

Avranno istituito il registro unico delle fatture nel quale entro 10 giorni dal ricevimento sono annotate? 

E come hanno calcolato l’indicatore di tempestività?

Hanno usato la media aritmetica come fanno molti comuni per eludere le norme?

Oppure hanno applicato la circolare della ragioneria dello Stato che indica come metodo di calcolo corretto la media ponderata in base all’importo delle fatture?

In estrema sintesi, passatemi il tecnicismo, l’indicatore di tempestività dei pagamenti è definito in termini di ritardo medio di pagamento ponderato in base all’importo delle fatture.

Per dirla in maniera più potabile il calcolo prevede infatti che:

  • il numeratore contenga la somma, per le transazioni commerciali pagate nell’anno solare, dell’importo di ciascuna fattura pagata moltiplicato per i giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura stessa e la data di pagamento ai fornitori;
  • il denominatore contenga la somma degli importi pagati nell’anno solare.
  • L’unità di misura è in giorni.

L’indicatore misurato in termini di ritardo medio di pagamento ponderato in base all’importo delle fatture attribuisce pertanto un peso maggiore ai casi in cui sono pagate in ritardo le fatture che prevedono il pagamento di somme più elevate e serve per evitare che le amministrazioni eludano la norma pagando solo le fatture di importo minore.

Arriva notizia che i malfidati comunque, continuando nelle loro figuracce, chiederanno report analitico al dirigente di settore dell’elenco degli atti di richiesta pagamento nell’anno 2014 secondo il sistema SIOPE, le date di scadenza, il periodo intercorso tra la data di scadenza e il pagamento, l’importo delle fatture evase e inevase.

Staremo a vedere!

Ma continuiamo con le buone notizie!

Anche i nuovi Revisori dei Conti fanno registrare indici di performance almeno pari a quelle dell’ufficio ragioneria.

Giorno 31 marzo era l’ultimo giorno utile per certificare al Ministero dell’Economia e Finanze il rispetto del Patto di stabilità interno altrimenti sarebbe stata inibita ogni possibile contratto di assunzione.

Insomma sembrava proprio il governo centrale remasse contro il Sarausano e il Capo Staff!

Ebbene lo stesso organo, nonostante l’ufficio di ragioneria abbia trasmesso le carte relative al patto di stabilità il 30 marzo del 2015, si è riunito alle ore 9,00 dello stesso giorno e, dopo approfondito esame, ha certificato il rispetto dei “patti”!

Minchia che performances!

Per oggi non vogliamo più esagerare e con le buone notizie ci fermiamo qui.

Carmelo Filingeri


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