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RICORDARE IL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE

ilgattopardoUNA PIOGGIA D’ ORO SUL BAROCCO DI NOTO MA E’ SUBITO RISSA

NOTO Il duca Lanza di Camastra non immaginava certo cosa sarebbe accaduto a Noto 2 secoli, 93 anni e 10 mesi dopo quel tremendo terremoto. Il delegato del viceré di Sicilia non poteva sapere che un bel giorno il sindaco, delegato anche lui ma con tanto potere in meno, avrebbe isolato un pezzo della città imprigionando in reti di ferro strade e conventi, chiese e palazzi. Quasi trecento anni dopo è successo tutto in pochi giorni. Prima una clamorosa denuncia su una città in agonia, poi un esercito di esperti che piomba in un angolo dimenticato dell’ isola per salvare Noto, gioiello del Barocco siciliano. La storia del giardino di pietra nelle ultime settimane si è trasformata però in un giallo, per un vero colpo di scena che arriva proprio da un gruppo di illustri studiosi chiamati al capezzale del malato. Da tre giorni tutti riuniti per un consulto sul tufo che si sgretola e i monumentali edifici che crollano, dicono che l’ emergenza non c’ è, che la situazione di Noto è simile a quella di tanti altri centri storici italiani, che il convegno organizzato dal Centro Internazionale di Studi sul Barocco in Sicilia è comunque davvero una bella occasione per pensare in tempo ad un recupero della città. E così, architetti e geologi, storici dell’ arte e ingegneri, discutono garbatamente su metodologie del restauro o analisi dei materiali per lasciare invece spazio a polemiche ferocissime e incrociate appena fuori della grande sala. Una guerra tra amministratori e tecnici sullo sfondo della rosa barocca. Allusioni a tentativi per spillare denaro dalle casse della Regione, accuse di protagonismo o di incompetenza, sospetti su grandi manovre.

E l’ uomo che ha sollevato il caso Noto?

passarelloCorrado Passarello, avvocato, un viso furbo da saraceno, sindaco da quattro mesi di un risicatissimo bicolore Dc-Pli, difende la sua scelta e quella raffica di ordinanze di sgombero. Io ho avuto il coraggio di denunciare lo sfacelo, dice, ma adesso dall’ emergenza dobbiamo passare ai progetti. Da questo convegno mi aspettavo proposte concrete ma, onestamente, non ne ho ancora sentite. E aggiunge con un filo di voce, quasi come se volesse non farsi sentire: Qui non c’ è tempo da perdere. E lui di tempo non ne ha perso davvero. Dopo l’ allarme lanciato negli ultimi giorni di settembre, nella capitale siciliana del barocco sono arrivati i primi finanziamenti: due miliardi dalla presidenza della Regione e sei dall’ assessorato regionale ai Beni Culturali. Un paio di chiese e un paio di conventi sono stati già trasformati in cantiere. Un intervento a tempo di record che ha suscitato perplessità e imbarazzo. Da una parte il sindaco parla di un’ emergenza e della assoluta necessità di indagini del sottosuolo per capire cosa accade sopra, dall’ altra si è affrettato a spendere questi soldi per gli interventi di somma urgenza senza nemmeno consultare l’ unico geologo che abita e lavora in città. Si chiama Corrado Carelli e, per tre giorni, aggirandosi tra sale e corridoi con carte e mappe ben strette nelle mani, ha cercato di spiegare a tutti che sotto Noto non c’ è un lago, non ci sono enormi caverne, non c’ è nemmeno quella falda sotto la splendida cattedrale, quella falda di cui tanto si è parlato. Di un’ emergenza che non esiste parla anche Corrado Latina, dell’ Università di Firenze, direttore del centro di informazione e documentazione sulla sicurezza nell’ ambiente costruito. Dice: L’ unico problema di emergenza è quello sismico, ma questo non giustifica certi interventi davvero tempestivi. Dopo l’ Sos di fine settembre sembra proprio che sulla vita e la morte di Noto siano scesi in campo due schieramenti. La polemica, dal sottosuolo, emerge in superficie sul nodo dei finanziamenti. Quanti soldi arriveranno a Noto? Tanti. Sono otto i miliardi già stanziati, 70, 80 quelli che si aspettano con trepidazione. Le casseforti si aprono a Roma e a Palermo. Ottanta miliardi dalla finanziaria saranno destinati al Barocco leccese e al cosiddetto Barocco coloniale di Noto, Scicli, Modica e Ragusa Iblea. Ma il bilancio ‘ 87 della Regione prevede un capitolo di spesa sul giardino di pietra. Un business di tutto rispetto e mille voci anche sulla sponsorizzazione di una Fondazione americana. Chi gestirà il fiume di denaro per il risanamento? Il Comune? La Sovrintendenza? Gli esperti si interrogano e avvertono timidamente che la Regione siciliana per queste cose certo buona fama non ha. Una commissione speciale, nominata dal presidente della Regione Rino Nicolosi, intanto vigila sul Barocco. Uno dei sei membri, Alessandro Musco, docente di storia della filosofia medievale all’ Università di Palermo, scrive su una rivista specializzata: Ho visto a Noto aggirarsi tanti cultori d’ arte e di turismo d’ alto livello. In questi giorni ho visto aggirarsi cultori di altre parti meno nobili ma certo più redditizie. Sono cantori di ricostruzioni. Di progetti grandiosi. In generale, sono i nuovi ideatori di piramidi e moschee. Ne ho tanto timore. E’ un altro grido di allarme, come quelli dei professori Francesco Gurrieri dell’ Università di Firenze e Gaetano Miarelli Mariani, direttore della Scuola di Perfezionamento di Restauro dell’ Università di Roma. Il dibattito è aperto, anzi apertissimo, con Marcello Fagiolo, direttore del Centro internazionale di studi sul barocco in Sicilia, e anche direttore del convegno, che avverte a metà consulto: Aspettiamo la soluzione del giallo. La soluzione non è arrivata nemmeno con le movimentatissime conclusioni e la presentazione della Carta di Noto (un documento sulla strategia da seguire che sarà consegnato agli amministratori), ma tra qualche giorno, forse il 23 dicembre, la commissione speciale invierà sulla scrivania del presidente della Regione un piano sui primi interventi nella capitale siciliana del barocco.

dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/12/16/una-pioggia-oro-sul-barocco-di.html


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5 Responses to RICORDARE IL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE

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    aquilaMeti Rispondi

    13 dicembre 2013 at 16:43

    NOTO: APPELLO ADNKRONOS – BECCALI (CONSORZIO BAROCCO)
    ”LA UE FINANZI IL RESTAURO DEI MONUMENTI”
    Roma, 26 mar. 1996 (Adnkronos) – Ventiquattro monumenti da restaurare: la lista, presentata alla Regione Siciliana, perche’ ne chieda il finanziamento all’Unione Europea, e’ stata compilata dal Consorzio per il Barocco – con sede a Palermo e del quale fanno parte la Fiat engineering, la Snam progetti, la Bonifica spa e la Itin del gruppo Rendo – il cui presidente Roberto Beccali aderisce ”con convinzione” all’appello lanciato dall’Adnkronos per la salvaguardia del patrimonio artistico di Noto.
    ”Gli interventi interessano tutto il barocco del Val di Noto, che abbraccia parte delle province di Siracusa e di Ragusa – spiega Beccali – e sono finalizzati all’incremento dell’occupazione e alla valorizzazione turistico-economica della zona”.
    Fra i monumenti segnalati, per i quali sono stati gia’ predisposti lo studio e il progetto esecutivo, ci sono il Palazzo Nicolaci, il Convento di Sant’Antonio e il Teatro Comunale di Noto; il Convento dei Padri Cappuccini, la Chiesa del Carmine, quella di Santa Teresa e il Palazzo Mormina di Scicli; il Teatro Garibaldi, il Palazzo dei Mercadari, il Palazzo Moncada, la Chiesa di Sant’Anna e il Palazzo Polara di Modica; il Ponte Vecchio, il Palazzo Comunale e la Casa del Fanciullo di Ragusa; la Chiesa delle Grazie e l’ex Mattatoio Comunale di Ispica.
    Link: http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1996/03/26/Altro/NOTO-APPELLO-ADNKRONOS—BECCALI-CONSORZIO-BAROCCO_150900.php

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    aquilaMeti Rispondi

    13 dicembre 2013 at 16:57

    GRANDI RECUPERI: PER IL BAROCCO SICILIANO (3)
    (Adnkronos – 5 mar. 1991) – Nel 1987 sono stanziati 10 miliardi dal Governo Nazionale (legge 449 art.4 bis) destinati alla Soprintendenza per restauri nella Val di Noto. ”I fondi -pur disponibili- non sono utilizzati per questioni burocratiche legate alla mancata autorizzazione, per consulenze esterne’‘. Sono ”riattivati dopo il crollo dell’ottobre’90”.
    Sono stanziati 44 miliardi (legge 64/88) per opere pubbliche in Val di Noto. I fondi ”dovrebbero essere utilizzabili attraverso il Consorzio per il Barocco (costituito tra le imprese Italtekna, Snam-Progetti, Fiat Engineering e Saem) d’intesa con il consorzio dei comuni Noto, Ragusa, Modica, Ispica, Scicli”, ma ”attualmente le opere non sono state realizzate”.
    Nel 1989 l’Amministrazione locale presenta il ”Progetto Noto”. Sono presentati i progetti per accedere ai fondi FIO (Fondo Investimenti Occupazione), ma il Ministero del Bilancio non accorda il finanziamento ”per carenza tecnica dei progetti presentati e perché non valutabili per il parametro costi-benefici”.
    Nel 1990 novanta miliardi della finanziaria sono accantonati sul fondo generale presso il Ministero del Tesoro, ”in attesa di decisioni circa la procedura del trasferimento”. Nel frattempo crolla un’ala retrostante del Collegio dei Gesuiti. ”L’edificio, in cui è ubicata una scuola, era dichiarato pericolante nel 1986”(con il solo sgombero delle aule della presidenza).
    Il 19 aprile, a Parigi, presso la sede dell’Unesco, ha luogo la conferenza sul ”Barocco Siciliano: un progetto europeo per la Val di Noto”, organizzato dalla regione. ”si chiede il patronato dell’Unesco per le iniziative da varare per il tricentenario del grande terremoto e per ogni possibile iniziativa di recupero della Val di Noto”. Forse il problema è di riedificare i siciliani che eressero ”l’antica-moderna” citta’ dopo il terribile terremoto del 1693?
    Link: http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1991/03/05/Altro/GRANDI-RECUPERI-PER-IL-BAROCCO-SICILIANO-3_172200.php
     

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    aquilaMeti Rispondi

    13 dicembre 2013 at 17:10

    A NOTO CROLLA UN GIOIELLO BAROCCO
    di DAVIDE BANFO    06 febbraio 1990
    NOTO L’allarme l’aveva lanciato quattro anni fa l’ex sindaco Corrado Passarello. Il barocco della Val di Noto sta morendo. L’ incuria ed il degrado sono peggio di un tumore. Tra pochi anni non resterà più nulla. E puntualmente si è verificato il primo, irreparabile crollo. Sabato sera è caduta, sbriciolandosi in pochi istanti, l’ala sud-ovest del palazzo del collegio San Carlo al Corso. …………
    …  La richiesta di aiuto dell’ex sindaco Passarello viene raccolta nell’ 86 dalla Regione che s’impegna a promuovere, caso unico in Sicilia, la costituzione di un consorzio pubblico e privato per il recupero dell’area. Guidato da due società pubbliche, la Italtekna e la Snamprogetti, il consorzio riesce alla fine dell’88 a presentare un suo primo programma di interventi finalizzato dei cinque centri di Noto, di Ibla Vecchia (Ragusa), Modica, Ispica e Scicli. Spesa iniziale prevista: 214 miliardi. Il progetto prevede la sistemazione di una trentina di palazzi tra cui la Cattedrale di Noto e le chiese di San Nicolò, Santa Maria del Gesù e San Salvatore. Famoso per le sue pietre arenarie, per le sue facciate mosse e sensuali, per le grate misteriose e cupe dei suoi conventi, il barocco di Noto viene collegato anche a un preciso progetto di recupero e valorizzazione culturale. Le amministrazioni locali fanno anche i primi passi organizzando alcuni convegni con specialisti di mezzo mondo e progettando un festival del barocco di musica, teatro, arti visive e balletto. La Regione riesce a spendere solo 8 miliardi, ma è davanti alle più solide mura dei ministeri romani che l’ambizioso progetto del consorzio deve arrendersi. Presentato al Fio, il progetto del barocco viene bocciato nel novembre dell’89 dagli esperti del ministro Cirino Pomicino. Una bocciatura senza attenuanti pronunciata dal nucleo speciale di valutazione che ritiene insufficienti le ricadute sull’ occupazione e troppo alto il rapporto costi-benefici. Un no, quello del ministero del Bilancio, che come spesso succede a Roma diventa però nel tempo negoziabile. La scorsa settimana, il Parlamento inserisce infatti quasi a sorpresa nella finanziaria ‘ 90-‘ 92 uno stanziamento straordinario di 50 miliardi destinato a salvare i giardini di pietra della Val di Noto. A questi 50 miliardi se ne potrebbero inoltre aggiungere un’altra quarantina, attingendo alle leggi speciali come la 64.
    Link : http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/02/06/noto-crolla-un-gioiello-barocco.html

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    Daniele Manfredi Rispondi

    13 dicembre 2013 at 17:27

    Caro Carmelo non può fare che bene ricordare quel tempo e che sia da stimolo anche perchè molti di noi erano presenti ed hanno lavorato per quel progetto.
    Tuttavia oggi togliendo l’enfasi che si è fatta per il Matteo Raeli rimane aperta in maniera piuttosto preoccupante la grave situazione in cui versa la Chiesa di san Domenico dove si assiste al solito rimpallo di responsabilità.
    Purtroppo questo continuo rimpallo potrebbe portare a conseguenze di natura irreparabile visto lo stato di colabrodo della copertura e le copiose infiltrazioni che hanno già fatto danni irrimediabili.
    Spero che il ricorso dell’Avv.Corrado Passarello e di quei tempi possa far interessare qualcuno del san Domenico ti farò avere le foto degli interni e lo stato pietoso in cui versa questo gioiello del Barocco.
    Speriamo che si possa intervenire prima di qualche crollo.
    Daniele Manfredi 

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    Julia Rispondi

    3 febbraio 2014 at 10:09

    Well, that was a really worthwhile couple of minutes I put in reading your material, thank you.

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