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AMMINISTRAZIONE CULTURALMENTE INADEGUATA?


Non ho partecipato il 30 Agosto c.a. a Noto alla lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, tenuta al Convitto delle Arti Noto Museum, ex Convitto Ragusa, di conseguenza non posso esprimermi su ciò ma ho letto una lettera del Prof. Corrado Salemi, indirizzata al Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, in cui critica il Presidente di Sicilia Musei, Signor Gianni Filippini, che durante l’introduzione fatta a Sgarbi, rivolgendosi al pubblico presente, diceva che con le sue iniziative culturali  e con quelle che dopo seguiranno, intende  “alfabetizzare”  il pubblico di Noto, per  “liberare i Notinesi dall’analfabetismo, insegnando a leggere le opere d’arte”.

Più o meno questo in sintesi il concetto espresso e riportato nella lettera dal Prof. Salemi nel suo intervento letto sui Social.

Mi rendo conto che il liberismo politico ha dato in mano i Beni culturali pubblici ai privati, facendone un  “Mercato privato”, un Mercato in tutto il Bel Paese a causa della sua disorganizzazione voluta dalla stessa politica liberista che gradualmente ha fatto fallire ciò che era costituzionalmente pubblico, quel  “bene comune” che è di tutti, che oltre a trasmettere il bello, la bellezza, l’armonia e il gusto  —  “la voce della bellezza parla a voce bassa”  —  scriveva F. Nietzsche, — deve contribuire attraverso le istituzioni pubbliche, soprattutto le Scuole, ad educare alla conoscenza, dare strumenti culturali, trasmettere valori di per sé senza alcuna tendenziosità da parte di soggetti pubblici o privati, soprattutto di privati come nel caso in questione, evitando quella tendenza divenuta di moda sempre a causa del liberismo politico sia nazionale, che locale che permette il suo sfruttamento turistico e commerciale.

Mi sembra che il Presidente di Sicilia Musei, Gianni Filippini, che  è l’organizzatore e il gestore della Mostra, “L’impossibile è Noto”, quindi anche l’organizzatore della lectio magistralis, abbia sforato quel ruolo di organizzatore e gestore, soprattutto eticamente, ergendosi ad educatore, perchè  è un privato, ospite di una Città che, come tutte le Città, ha i suoi preposti,  invadendo dei campi che non gli competono, tendendo al ruolo di chi vorrebbe forse ” strafare ” .

Una Città come Noto, una Città UNESCO, Patrimonio dell’umanità che, sotto l’aspetto strutturale dei servizi e della cultura di base, sempre a causa del liberismo politico, ha perso per strada:

  • il Tribunale;
  • l’Ospedale e il Pronto Soccorso;
  • l’acqua pubblica, un bene di prima necessità, soprattutto d’estate, alle 13.00, finisce di uscire dai rubinetti, a causa delle perdite che ci sono nell’impianto, che da anni richiedono la dovuta manutenzione;

mentre in merito ai beni culturali:

  • la Città di Noto Antica, da dopo il terremoto del 1693 è rimasta sepolta nel suo Sito, senza un reale Progetto per riportarne alla luce i resti;
  • il Museo Archeologico, è chiuso al pubblico da più di trent’ anni;
  • il Museo Contadino, non si sa che fine abbia fatto,
  • il Sito Archeologico di Eloro è abbandonato a se stesso;
  • la Galleria Pirrone è chiusa da più di un anno;
  • la Villa Romana del Tellaro è finita in mano ad altri Enti;
  • l’Archivio Storico Comunale è ancora dentro le scatole di cartone e nei sacchi di plastica;
  • la Biblioteca Comunale è a mezzo servizio a causa del personale che viene sempre ridotto.

In una Città in cui si dovrebbero recuperare i dovuti servizi per i Cittadini e i Beni culturali di base che formano la struttura culturale di una Città e di un Territorio si continua a parlare esaltando le sovrastrutture culturali, di una cultura che non può dare alla Città quel dovuto contributo per migliorarla culturalmente perchè il concetto di cultura che ci viene propinato non è quello dei valori condivisi che fa da collante sociale, in grado di promuovere la reale circolazione delle idee, di aprire nuovi orizzonti culturali reali ma è quello della  “VETRINA”, che non sfiora culturalmente la Città perchè la Città non ha ancora quei  dovuti servizi e quei beni culturali di base per potersi sostenere culturalmente, per cui le Mostre del Signor. Gianni Filippini possono anche andare ma forse interessano più ai turisti di passaggio da Noto ma non ai Netini facendo le dovute eccezioni.

Questo concetto di cultura che viene proposto da alcuni anni in Città, che esprime il primato economico, il profitto e non il primato della cultura non da strumenti, non alimenta e promuove l’Individuo nè il Cittadino ma si rivolge al Cliente, tipico soggetto del concetto della cultura di consumo, quindi della cultura dello spettacolo, quella cultura ornamentale e consolatoria che  Elio Vittorini combatteva e ribaltava con il suo impegno culturale e politico.

Sul finire della lettera il Prof.Corrado Salemi fa notare al Sindaco Bonfanti che il Signor.Gianni Filippini, mentre esprimeva quel concetto  ” sull’alfabetizzazione da fare ai Netini “, guardava nella direzione del Sindaco Bonfanti.

Ci sarà stato un motivo?  Al Prof. Corrado Salemi è rimasto un dubbio!

Forse il Sindaco Bonfanti potrebbe chiarirci questo presunto dialogo mimetico?

In fondo un Sindaco di larga manica ,come il Sindaco Bonfanti, che concede spazi pubblici ai privati sottraendoli alla collettività, potrebbe anche spiegare alla Città come fa a dare per anni i locali dell’ex Convitto Ragusa, in gestione a un privato senza alcuna gara pubblica?

E potrebbe dirci anche come ha fatto a dare il Cortile di Palazzo Villadorata ad un privato, dove prima si facevano delle manifestazioni pubbliche adeguate al contesto che ne ha fatto un parcheggio per il suo Albergo?

Roberto Bellassai

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