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ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA IL CASO BONIVINI

BONIVINICome mai l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto solare termodinamico in contrada Bonivini è ancora attiva?

Con questo quesito Patti, responsabile dei Verdi di Siracusa, si è rivolto alla Procura della Repubblica di Siracusa.

Di stamattina la replica del Sindaco di Noto che definisce le accuse manifestate dai Verdi di Siracusa frutto di “approssimazione, ignoranza e pressappochismo”.

Il Sindaco, nel ripercorrere la vicenda, esclude ogni responsabilità da parte del comune nell’iter autorizzativo.

Questo sito ci consente di andare a fondo nelle notizie di interesse della comunità ed allora riprendiamo tutto dall’inizio per meglio capire come sono andate effettivamente le cose.

In data 20.12.2013 il Responsabile dello sportello S.U.A.P. del Comune di Noto emanava la determinazione n. 5 con la quale autorizzava la società Freesun s.r.l. a realizzare nel territorio del Comune di Noto in c.da Bonivini (identificato al foglio 404, part.lle 5,58,176,226,230,271,410,411,467,573,575,577 3 351, tutte ricadenti in zona “ E agricola” del vigente Piano Regolatore Generale) un impianto di produzione di energia elettrica da fonte solare termodinamica a concentrazione della potenza di 999 KW.

L’autorizzazione veniva concessa, in applicazione della procedura abilitativa semplificata di cui agli articoli 6 del D.Lgs. n. 28/2011 e 7 del D.P.R.S. n.48/2012, all’esito di un complesso iter procedimentale svoltosi nell’ambito della Conferenza dei Servizi diretta dal SUAP del Comune di Noto, nell’ambito della quale le amministrazioni partecipanti rilasciavano i relativi pareri.

L’iter procedimentale era partito in virtù dell’istanza assunta al prot. n. 6597 del 2 marzo 2011 dell’Assessorato regionale Energia e dei S.P.U. volta al rilascio dell’autorizzazione ex art. 12 del D.Lgs. n. 387/2013 presentata dalla società Gabiano Telecomunicazioni srl (poi Gabiano Sicilia s.r.l.) per la costruzione di un impianto solare fotovoltaico in contrada Bonivini in Noto.

Il 10 giugno 2013 la società Freesun s.r.l. acquistava il ramo d’azienda della Gabiano Sicilia s.r.l. rilevando il progetto dell’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sopra descritto.

Il 5 luglio 2013 la Freesun s.r.l. trasmetteva al Comune di Noto ed all’Assessorato Regionale dell’energia e dei S.P.U. comunicazione di mantenimento dell’interesse al rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, chiedendo l’applicazione della procedura abilitativa semplificata e richiamando l’articolo 6 del D. Lgs n. 28/2011 e gli articoli 3 e 7 del D.P.R.S. n. 48/2012.

Il 24 luglio 2013 la società Freesun presentava allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Noto l’istanza prot. n. 23260 al fine di trasformare l’impianto da realizzare da solare fotovoltaico a solare termodinamico della potenza di 999Kw e, a tal fine, specificando che il nuovo impianto avrebbe comportato l’utilizzo di una tecnologia differente da quella originariamente prevista, nonché la rimodulazione del layout e, inoltre, l’ampliamento della superficie da utilizzare.

Invero, come si evince dalla relazione tecnico descrittiva di progetto, la differenza tra l’impianto fotovoltaico originariamente previsto e quello termodinamico a concentrazione consiste nel fatto che il primo produce corrente elettrica in virtù del flusso di elettroni che si crea dopo che i raggi solari colpiscono il silicio; il secondo sfrutta invece l’energia del sole per elevare a grandi temperature un liquido che a sua volta produce vapore in quantità tale da azionare una turbina che genera, a sua volta, elettricità. La definizione di impianto solare termodinamico è fornita dall’articolo 2, comma 1, lett. a) del decreto Ministero dello sviluppo economico dell’11/4/2008: «Impianto solare termodinamico: un impianto termoelettrico in cui il calore utilizzato per il ciclo termodinamico è prodotto sfruttando l’energia solare come sorgente di calore ad alta temperatura».

In particolare l’impianto sarebbe costituito da stringhe in parallelo lunghe 170 m. Ogni stringa verrebbe formata da moduli in serie, di lunghezza di 50 m circa, larghezza 17 m ed altezza 9,3 m. Ciascuna stringa concentrerebbe il calore solare proiettandolo su un tubo contenente un liquido che così raggiungerebbe la temperatura di 270 gradi centigradi e una pressione di 55 Bar. Questo tubo sarebbe posto a 9,3 metri di altezza e verrebbe legato alla stringa da una serie continua di tiranti metallici (Cfr. pag. 20 della relazione).

L’impianto sarebbe, dunque, formato da una enorme struttura metallica tale da determinare un innegabile e pregiudizievole impatto visivo e atta ad assorbire immense quantità di volumi, atteso che, a differenza dei semplici impianti fotovoltaici, non occupa esclusivamente terreno e pochi centimetri di volume, ma rappresenterebbe un “ edificio” metallico alto 9,3 metri, largo e lungo centinaia di metri, in spregio all’art. 30 delle NTA del Comune di Noto che non consente la realizzazione di opere di altezza superiore a metri 7,5 all’interno delle zone agricole.

A ciò si aggiunga che la realizzazione di un parco solare di tal guisa implicherebbe opere fondazionali e civili rappresentate da plinti in cemento armato o da micropali conficcati nel terreno non si comprende bene per quanti metri in profondità (pag. 24 relazione illustrativa).

Va sottolineato che l’impianto, inoltre, prevede oltre alla produzione di energia elettrica dal parco solare anche quella derivante da combustibile fossile, nella specie GPL, e numerose ulteriori opere tecnologiche e locali di servizio ulteriormente impattanti sul suolo e sull’area.

Pare opportuno evidenziare che, nonostante il mutamento radicale del progetto che intendeva realizzare così come sopra chiaramente evidenziato, la Freesun continuava a richiedere l’applicazione della procedura abilitativa semplificata ai sensi del D.P.R.S. n. 48/2012 di competenza comunale anziché l’iter per l’autorizzazione unica regionale di cui all’articolo 5 del D. Lgs. n. 28/2011.

Questo il resoconto sintetico e cronologico dell’iter autorizzativo.

C’è da dire che il Tar di palermo respingeva il ricorso presentato da  Paola Ballabeni, dall’Associazione Strada e Sapori del Vino e della Val di Noto e dal Consorzio di tutela Vini doc Eloro e Noto inteso ad ottenere la sospensiva dell’efficacia del provvedimento autorizzativo e successivamente Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, accoglie l’appello (Ricorso numero: 467/2014) ai soli fini della trasmissione della presente ordinanza al T.a.r. per la Sicilia, per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, cod. proc. amm.

Con Circolare del 23 ottobre 2014, l’Assessorato dell’energia della Regione Sicilia fornì delle direttive per l’applicazione della Procedura abilitativa semplificata sul territorio regionale escludendo di fatto la possibilità sia la Procedura abilitativa semplificata comunale, sia il procedimento unico di autorizzazione (conferenza dei servizi) per la tecnologia del solare termodinamico rinviandole al combinato disposto del procedimento unico regionale previsto dagli articoli 12 D.lgs. n. 387/2003 e degli artt. 5, 6 del D.lgs. n. 28/2011.

E, in questo senso, sembrerebbe che gli uffici del comune abbiano male interpretato il regolamento di cui al D.P.R.S. n. 48/2012.

Comunque il Sindaco afferma che gli imprenditori, grazie ai suoi buoni uffici, abbiano rinunciato all’investimento.

Ma allora, come mai l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto solare termodinamico in contrada Bonivini, a detta dell’architetto Patti, è ancora attiva?

Sicuramente ci saranno altri sviluppi.

Carmelo Filingeri


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