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AFFARI DI FAMIGLIA

fracantonio-genovese-420x239I “re” della Formazione siciliana sullo Stretto sono loro. E su questo, nessuno si sente di nutrire alcun dubbio. Al di là delle risultanze e dei contenuti dell’inchiesta della Procura di Messina, infatti, l’intreccio tra politica ed enti, nel loro caso, è evidente e noto. Francantonio Genovese e Franco Rinaldi hanno in comune una storia politica che fa riferimento al Partito democratico, e una storia familiare che s’è dipanata anche tra le quote societarie degli enti. I due, infatti, sono cognati. Ma questo, in fondo, poco importa. Più interessante invece la loro appartenenza a un partito nel quale hanno ricoperto incarichi e hanno ottenuto risultati di primissimo piano.

Genovese, infatti, per anni è stato il segretario regionale del Pd. Rinaldi, invece, alle ultime elezioni è stato il deputato regionale che ha ottenuto il maggior numero di voti: 18.664 preferenze. Un exploit che probabilmente ha contribuito ad assicurare a Rinaldi anche la carica, all’Ars, di presidente del Collegio dei deputati questori. Insomma, due “big”. Finiti, qualche mese fa, anche al centro di un’inchiesta televisiva che aveva suscitato l’ira del presidente Crocetta. “Quei deputati dovrebbero dimettersi”. Reagì così, il governatore, nel day after di quella trasmissione che raccontava, come ha fatto anche a più riprese il mensile “S”, appunto gli intrecci tra la politica e la Formazione siciliana.

E dopo le parole, a dire il vero, seguirono anche i fatti, con l’avvio del procedimento di revoca a una sfilza di questi enti, tra cui quelli riferibili ai due notabili democratici: Lumen e Training service per l’esattezza.

L’ente Lumen, in base all’ultima (che è anche la prima, a dire il vero) annualità dell’Avviso 20, riceverà circa un milione di euro per i corsi. La presidente di Lumen, fino a poco tempo fa era Elena Schirò, moglie del deputato regionale Rinaldi. “Siamo negli enti perché facciamo politica”, ha candidamente ammesso, in effetti, proprio Franco Rinaldi davanti alle telecamere. Poi, però, ha precisato a Live Sicilia: “Mia moglie gestisce l’ente da prima che io iniziassi a fare politica. Le ho comunque chiesto di lasciare l’incarico e l’ha fatto”.

Altro ente “interessato” è la Training Service, del quale hanno fatto parte la Geimm, che ha annoverato, tra i soci, sempre Rinaldi, e la Gefin di cui era socio Genovese. L’Avviso 20 ha previsto per la Training Service 390mila euro di finanziamenti per le proprie attività. “La Geimm non è socia della Training Service”, ha replicato il legale di Genovese e Rinaldi, Nino Favazzo. Vero. Adesso non lo è più. Ma lo era certamente almeno fino al novembre del 2012, come evidenzia una visura camerale della Training Service da cui risulta che la Geimm possedeva quasi il 46% della società. Della Geimm, Rinaldi possedeva invece il 30%. E tra i soci di questa srl, ecco spuntare un altro degli indagati: Marco Lampuri. Nipote di Genovese.

E a proposito di parenti, la Nt soft in passato è stata riferibile a un altro nipote di Rinaldi e Genovese, Salvatore Davì. “L’ente non è, certo, – precisava qualche mese fa – di proprietà di un nipote degli onorevoli Genovese e Rinaldi. Lo stesso, in passato, è stato socio della Nt Soft Sas e, per un periodo, anche amministratore. Se i giornalisti avessero, invece, più e meglio verificato la propria fonte, avrebbero anche appreso che la Nt Soft, a tutt’oggi, non svolge alcuna attività”. E in effetti, Davì era il rappresentante della società, all’interno della quale, in qualità di “socio accomandante”, almeno fino al novembre del 2012 era la… Training service. Insomma, un intreccio nel quale entrano in gioco quasi sempre le stesse società e gli stessi nomi. L’Esofop, ente adesso sciolto, è stato guidato da Giovanna Schirò, cognata sempre del deputato Pd, così come Chiara Schirò che fa parte del cda. Quest’ultima, indagata anche lei insieme alla sorella Elena, è moglie di Genovese.

La Formazione siciliana, insomma, al di là di quello che emergerà dall’indagine, è certamente stato anche un affare di famiglia.


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