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A’ LA GUERRE COMME A’ LA GUERRE – ovvero – COME BUTTO ALLE ORTICHE LE IDEE

guerreLe elezioni comunali sono ormai alle porte. I cittadini, presumibilmente nel mese di giugno, saranno chiamati al rinnovo del sindaco e del consiglio comunale.

Come ormai appare evidente il tavolo da gioco è stato apparecchiato e  i giocatori, come nel più classico dei poker, saranno in 5, il sindaco uscente Bonfanti, il sempre oppositore Veneziano, l’attuale presidente del consiglio Figura, l’ex consigliere provinciale Prado e la rappresentante dei Five Stars, unica donna in lizza, Francesca Sara Perna.

Dopo le belle parole delle varie convention di presentazione, i competitors più accreditati stanno approntando i loro panzer elettori, per lo più buttando alle ortiche ogni parvenza di idealità, richiamando in servizio attivo e permanente i professionisti del procacciamento dei voti che instancabilmente si sono già messi all’opera avvicinando famiglie e micro-gruppi di interesse variamente assortiti, in vendita senza alcun pudore per il più recente o il prossimo favore (“pagnotta” o soldi che procurino), voti che viaggiano su buoni di benzina, ricariche di telefonino, gadget di tutte le dimensioni fino a quelle di lavatrici, se non in più “compatte” banconote da 50 e 100 euro.

Strategiche composizioni di liste per disaggregare e depotenziare ad arte coalizioni elettorali di natura familiare e lavorativa.

Senza disdegnare le formazioni “politiche” con malcelati precisi interessi economici.

Insomma un pot pourri (nella traduzione letterale del termine di “pentola putrida”) che tiene fuori dai giochi quell’ambito ed idealizzato voto “di opinione”.

Un voto “di opinione”, irrilevante nella prima tornata, che può assumere, forse, un certo ruolo in caso di ballottaggio.

Insomma “à la guerre comme à la guerre” e tutti i candidati, al netto dei 5 stelle, hanno fatto da tempo delle mosse per allargare il proprio consenso personale con un occhi di attenzione alla nuova legge elettorale che,  testata per la prima volta nella vicina Avola, ha prodotto risultati sorprendenti.

Naturalmente chi è in posizione privilegiata è il sindaco Bonfanti, il quale sta manovrando, anche con una certa maestria, le proprie truppe cammellate, avvalendosi di tutti gli strumenti che il potere di primo cittadino gli consente.

I terzultimi, penultimi e ultimi avvicendamenti in giunta, il cambio apparente di Terranova con la nomina surrettizia del quinto assessore, la nomina di Medica da Rosolini in quota Gennuso, la sostituzione dell’assessore PD, Ferlisi, per consentire la nomina di Tardonato con l’intruppamento anche di Giocastro, la rotazione dei posti di sottogoverno all’ Aspecon per la Pennavaria e per Uniti per la Città, l’uso, a volte disinvolto, della leva economica e della comunicazione istituzionale – a pagamento – vanno tutti in questa direzione.

Insomma il Sindaco si prepara a comporre una lista di grandi portatori di voti, la maggior parte proveniente dalla ex PDL, puntellata dai voti delle contrade di Sammito; una squadra che i beni informati accreditano sui 1500-1800 voti, tentando l’impresa della rielezione che, fino ad oggi, è riuscita solo all’avv. Leone.

Tutti i candidati comunque, tranne i cinque stelle che, come da regola, parteciperanno alla competizione elettorale da soli, leggendo la nuova legge elettorale, hanno scelto di evitare gli ammucchiamenti di partiti e movimenti aggregandosi con due o, al massimo, tre liste.

Già la nuova legge elettorale, chissà cosa porterà? Nella prossima puntata ne parleremo.

Lincontinente


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